Su Sant’Efisio irrompe la dermatite bovina, a rischio il cocchio trainato dai buoi
Il cocchio del Santo è trainato da un giogo, ai quali si aggiungono le 16 traccas
Cagliari La dermatite bovina irrompe sulla festa di Sant’Efisio. Nella conferenza dei servizi, questo pomeriggio 17 aprile, a Palazzo Bacaredda, il tema legato alla dermatite nodulare contagiosa si è imposto sul tavolo convocato, come ogni anno, per le questioni legate all’accessibilità, percorsi, e tutto ciò che la celebrazione del primo maggio comporta per Cagliari, che diventa il centro della fede dell’isola, per la festa in onore del Santo. Il simulacro di Sant’Efisio viene trainato da un giogo di buoi, il cui nome è “Ti stimu, Po cantu bivu”, e che sono stati benedetti al termine della processione di Pasquetta, davanti alla chiesta di Stampace. Si tratta di buoi giovani, tre anni di vita, ai quali è affidato il privilegio di trainare il cocchio del santo. Ma non solo i soli bovini che partecipano alla festa: ci sono anche le “traccas”, i carri da lavoro che vengono addobbati per la festa e che sono parte integrante della processione. Ne sono previste sedici, per un totale di 34 bovini.
ll’incontro erano presenti il sindaco Massimo Zedda, la vice sindaca Cristina Mancini, i dirigenti di tutte le aree dell’amministrazione interessate e la direttrice generale Antonella Marcello, e Ottavio Nieddu, il direttore artistico della festa di Sant’Efisio. Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro al quale parteciparanno i responsabili dei servizi veterinari proprio per fare il punto sulla situazione, considerando il perimetro di protezione imposto dall’ordinanza della Regione, di 20 chilometri intorno al focolaio, e di 50 chilometri per la zona di sorveglianza. Al momento i focolai sono tre, due a Muravera e uno Villaputzu. “Ci siamo posti il problema e abbiamo rivolto un’istanza alla Asl e alla Regione per capire come procedere per la movimentazione”, ha sottolineato l’assessora alla Cultura del comune di Cagliari Maria Francesca Chiappe.
