La Nuova Sardegna

Minori

Neonato lasciato dalla madre nella Culla per la vita: «Ti auguro la gioia che in questo momento non ti possiamo dare. Ti amo tanto»

Neonato lasciato dalla madre nella Culla per la vita: «Ti auguro la gioia che in questo momento non ti possiamo dare. Ti amo tanto»

L’allarme si è subito attivato e il piccolo è stato trasferito in ospedale, le sue condizioni sono buone.

3 MINUTI DI LETTURA





Bergamo Un neonato è stato affidato domenica mattina alla “Culla per la vita” della Croce Rossa di Bergamo, nel quartiere Loreto. Il bambino, un maschietto, è stato trovato in buone condizioni di salute e trasferito all’ospedale Papa Giovanni XXIII dopo l’attivazione del sistema di allarme automatico. L’allarme è scattato alle 9.45, poco dopo la fine del temporale che dalla prima mattinata aveva interessato la città. Accanto al piccolo è stata trovata una lettera, attribuita verosimilmente alla madre: «Ti auguro una vita piena di gioia e di serenità che in questo momento non ti possiamo dare. Ma sei stato tanto amato. Ti amo tanto».

Il sistema di sicurezza

La Culla per la vita è dotata di più sistemi di controllo. Come spiegato dal presidente della Croce rossa bergamasca, Gianluca Sforza, la struttura dispone di allarmi ridondanti e di un monitoraggio costante. La sala radio può verificare in tempo reale le condizioni del neonato attraverso una telecamera interna, mentre temperatura e climatizzazione sono controllate continuamente: anche variazioni minime attivano segnalazioni automatiche.

L’intervento dei soccorsi

Al momento dell’attivazione, sono entrati in funzione contemporaneamente diversi dispositivi: un campanello interno, un avviso sul computer dell’operatore e il sistema di visualizzazione della culla. La centrale operativa ha quindi allertato il 112, che ha inviato l’ambulanza più vicina, insieme a un’automedica di Areu e a una pattuglia delle Volanti. I soccorritori hanno utilizzato il kit neonato in dotazione e trasportato il bambino all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Le condizioni del piccolo sono risultate buone.

L’anonimato garantito

La procedura consente l’assoluto anonimato. Le donne che scelgono questa soluzione non possono essere identificate, né dall’interno né dall’esterno della struttura. È inoltre possibile partorire in anonimato in ospedale. Il deposito del neonato nella Culla per la vita non costituisce reato di abbandono di minore, poiché il dispositivo è progettato per garantire immediata assistenza e tutela.

La posizione dell’ospedale

L’ospedale Papa Giovanni XXIII non ha fornito ulteriori dettagli sul neonato «a tutela della mamma, del bambino e del suo futuro». La struttura ha confermato che il piccolo è stato accolto e assistito con tutte le cure necessarie. È stato inoltre rivolto un messaggio alla madre, con la disponibilità a garantire accoglienza, ascolto e supporto sanitario e umano nel pieno rispetto della sua tutela.

Il commento della sindaca

Sulla vicenda è intervenuta la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, che ha definito il gesto «un ultimo atto d’amore», sottolineando la difficoltà della decisione e invitando a un approccio rispettoso, senza giudizi. Ha inoltre ricordato l’importanza della Culla per la vita, nata grazie all’iniziativa dell’associazione Donne Medico, e della possibilità di partorire in anonimato come strumenti fondamentali per la tutela della vita e il sostegno in situazioni di fragilità.

Il precedente

Si tratta del secondo caso da quando la Culla per la vita è stata trasferita, nel 2019, alla sede della Croce Rossa. In precedenza era collocata al convento di Matris Domini. L’unico episodio precedente risale al 5 maggio 2023, quando una neonata fu lasciata nella stessa struttura il giorno della nascita. Anche allora era stata trovata una lettera con un messaggio di augurio per il futuro della bambina.

Primo Piano
Incidente

Terribile schianto alle porte di Sassari, auto distrutte: ci sono due feriti – Ecco cosa è successo

Indagini in corso

Violenta rissa in un bar di Sorso: le immagini choc

Le nostre iniziative