La Nuova Sardegna

I conti in tasca

Con il rialzo delle accise impennata del costo carburante anche in Sardegna: la classifica dei rincari regione per regione

di Redazione web
Con il rialzo delle accise impennata del costo carburante anche in Sardegna: la classifica dei rincari regione per regione

L’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori sul periodo dal primo al 5 maggio 2026

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari In cinque giorni, dal 1° al 5 maggio, il prezzo medio della benzina in Sardegna passa da 1,758 a 1,934 euro al litro: un aumento di 17,6 centesimi, che significa 8,80 euro in più per un pieno da 50 litri. È l’ottava crescita più alta in Italia, alla pari con il Friuli Venezia Giulia. Il dato dell’isola si colloca appena sotto il gruppo di testa, ma ne segue fedelmente l’andamento.

Il record nazionale

Il record nazionale spetta a Trento, dove la benzina aumenta di 18,5 centesimi, con un aggravio di 9,25 euro a rifornimento. Subito dietro Toscana, Lombardia e Piemonte (+18 centesimi, +9 euro), quindi Veneto (+17,9 centesimi, +8,95 euro) e Valle d’Aosta e Liguria (+17,8 centesimi, +8,90 euro). La Sardegna resta dunque nella fascia alta dei rincari, davanti a Sicilia (+17,5), Emilia Romagna (+17,4) e alla media autostradale (+17,2 centesimi, 8,60 euro in più a pieno). Più in basso si trovano Puglia, Abruzzo e Marche (+16,9 centesimi), quindi Umbria (+16,8), Bolzano e Calabria (+16,6) e Lazio (+16,3). Chiudono la classifica Basilicata (+15,5 centesimi, +7,75 euro) e, con gli aumenti più contenuti, Molise e Campania (+15,1 centesimi, +7,55 euro).

Sardegna tra le regioni più care sui prezzi assoluti

Il margine tra il massimo e il minimo resta comunque limitato: poco meno di 3,5 centesimi al litro, a conferma di un rincaro diffuso su scala nazionale. Anche sul piano dei prezzi assoluti la Sardegna si colloca tra le aree più care: 1,934 euro al litro, lo stesso livello della Liguria e appena sotto Sicilia (1,935). Più alti i valori registrati a Bolzano (1,945), Trento e Valle d’Aosta (1,944) e Calabria (1,940), mentre il picco resta quello della rete autostradale, dove si arriva a 1,981 euro al litro.

La stangata

Il quadro generale è sintetizzato dall’Unione Nazionale Consumatori, che parla apertamente di una nuova stangata. «Una stangata ha colpito gli automobilisti che sono rientrati dal Ponte del 1° maggio. Mentre il gasolio in questi giorni, dal 1° al 5 maggio, è sceso di prezzo in tutte le regioni e in autostrada è salito di appena 0,1 cent, ossia 5 cent per un pieno da litri, la benzina è decollata di oltre 17 centesimi, 17,2 in autostrada e 17,1 nella media stradale (conteggiando anche Bolzano e Trento), con un costo aggiuntivo per un rifornimento da 50 litri, rispettivamente, di 8,60 e 8,52 euro». Il presidente Massimiliano Dona sottolinea anche come in alcune aree l’impatto sia stato ancora più marcato: «Il record di aumento spetta a Trento dove la benzina rincara di 18,5 cent, più dei 18,3 cent attesi per il rialzo di 15 cent delle accise se il prezzo industriale fosse rimasto costante, pari a 9 euro e 25 cent per un pieno. Medaglia d'argento per Toscana, Lombardia e Piemonte con un incremento di 18 cent, 9 euro a rifornimento. Segue il Veneto (+17,9 cent, pari a 8,95 euro). Quanto al prezzo in valore assoluto, dopo le autostrade dove si vende a 1,981, costa di più a Bolzano (1,945) a Trento e Valle d'Aosta (1,944) e in Calabria (1,940). Le regioni che hanno meno lucrato sul rialzo delle accise sono il Molise e la Basilicata, +15,1 cent pari a 7 euro e 55 a pieno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La polemica

Video choc sugli allevamenti intensivi in classe, il caso Alghero approda in Parlamento: cosa è successo

di Nicola Nieddu
Le nostre iniziative