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Formazione professionale, la Regione archivia la vecchia legge e punta su competenze, imprese e occupazione – La riforma

di Andrea Massidda

	La conferenza stampa dell'assessora al Lavoro Desirè Manca - foto Mario Rosas
La conferenza stampa dell'assessora al Lavoro Desirè Manca - foto Mario Rosas

Il nuovo disegno di legge è stato presentato dall’assessora regionale al Lavoro Desirè Manca

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Cagliari Per quasi mezzo secolo è rimasta immobile, attraversando crisi industriali, rivoluzioni tecnologiche e trasformazioni del mercato del lavoro senza mai cambiare davvero pelle. Ora la Sardegna prova a voltare pagina: la Regione archivia la storica legge del 1979 sulla Formazione professionale e propone una riforma che promette di ridisegnare il rapporto tra competenze, imprese e occupazione.
A presentare il nuovo disegno di legge è stata questa mattina l’assessora regionale al Lavoro Desirè Manca, nel corso di una conferenza stampa. Il Disegno di legge punta a una revisione organica dell’intero sistema della formazione professionale, con l’obiettivo di renderlo più aderente alle esigenze della società contemporanea e del mercato del lavoro.
«Con questa riforma abbiamo compiuto un’azione coraggiosa, destinata a incidere profondamente negli anni a venire», ha dichiarato l’assessora, spiegando che il nuovo impianto normativo nasce per «aggiornare, ampliare e modernizzare una legge ormai superata», costruendo un sistema adeguato “alle sfide del 2026”.
Al centro della riforma c’è l’idea della formazione come leva strategica per la competitività economica e la coesione sociale: dall’inclusione lavorativa alla riduzione della disoccupazione giovanile, fino alla riqualificazione dei lavoratori adulti in un’economia sempre più segnata dall’innovazione tecnologica e dalla trasformazione digitale.
Il testo è il risultato, ha sottolineato Manca, di “due anni di lavoro” condiviso con la Commissione Lavoro del Consiglio regionale e con le parti sociali. Accanto all’assessora era presente anche Camilla Soru, presidente della Commissione da cui partirà ora l’iter consiliare della legge.
La riforma cancella integralmente la legge regionale del primo giugno 1979, numero 47, che per decenni ha regolato la formazione professionale nell’isola. Al suo posto nascerà un sistema definito dalla Giunta «moderno, inclusivo e connesso alle esigenze reali del territorio».
Uno dei punti cardine riguarda il nuovo sistema di accreditamento delle agenzie formative. Gli enti dovranno rispettare requisiti più rigorosi sotto il profilo strutturale, organizzativo e professionale, oltre a presentare bilanci certificati. La Regione potrà inoltre sospendere o revocare l’accreditamento in caso di irregolarità. «L’obiettivo è garantire qualità, trasparenza e tutela degli utenti», ha spiegato l’assessora.
La riforma introduce anche un monitoraggio continuo delle attività formative, con verifiche periodiche sui risultati e sull’efficacia dei percorsi proposti. Parallelamente verrà rafforzato il sistema di certificazione delle competenze, che riconoscerà non solo gli apprendimenti formali ma anche quelli acquisiti attraverso esperienze lavorative o percorsi informali. Tra gli strumenti previsti compaiono anche le micro-credenziali e un repertorio aggiornato delle qualificazioni professionali.
Nel nuovo modello, le imprese avranno un ruolo più attivo: parteciperanno alla definizione dei fabbisogni professionali e alla progettazione dei corsi. La digitalizzazione sarà invece affidata al Catalogo regionale dell’offerta formativa e al Sistema informativo lavoro, pensati per rendere il sistema più accessibile ed efficiente.
Spazio anche alla valorizzazione del personale del comparto, attraverso programmi di aggiornamento continuo e maggiori tutele contrattuali, mentre la governance sarà resa più partecipata grazie a strumenti permanenti di osservazione dei bisogni del territorio.
«Siamo orgogliosi del lavoro portato avanti – ha concluso Manca – perché questa riforma guarda al futuro della Sardegna e mette al centro persone, lavoro e competenze, per costruire finalmente un sistema formativo all’altezza delle sfide del nostro tempo».

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