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Domenica di fuoco, l’allarme in Sardegna è già scattato: protezione civile in campo, centinaia di ettari in fumo

di Paolo Ardovino
Domenica di fuoco, l’allarme in Sardegna è già scattato: protezione civile in campo, centinaia di ettari in fumo

Dal nord al sud dell’isola giornata infernale: campi e vegetazione alta dopo le piogge sono un pericolo

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Sassari Sembra una legge del contrappasso spietata. Le grandi piogge hanno azzerato la siccità e fatto respirare il polmone verde dell’isola. E oggi però, con la campagna antincendio pronta a partire, è proprio da tutta questa vegetazione che cresce che potrebbero innescarsi molti roghi. Dall’inverno e dalla primavera di piogge e temporali, ne è uscita una natura rigogliosa. Erba molto alta e vegetazione ai bordi delle strade, al pari di campi incolti, preoccupano protezione civile, vigili del fuoco e volontari. «I primi incendi sono cominciati subito dopo Pasqua», dice Emilio Garau.

«Dobbiamo essere pronti ad adattarci alle particolarità di questa stagione», dice Mauro Merella. La pianificazione «Negli ultimi giorni ci sono stati alcuni incendi legati all’improvviso aumento delle temperature e al vento che si è alzato», spiega Mauro Merella, direttore generale della Protezione civile della Sardegna. A inizio maggio dopo l’approvazione del Consiglio regionale della nuova legge sul sistema di protezione civile, Merella ha annunciato le sue dimissioni. In ogni caso, mentre le compagnie barracellari si sono già mosse per chiedere un ripensamento, non lascerà la direzione nell’immediato.

La pianificazione della stagione estiva è tra le priorità. Il tempismo incredibile ha portato la conferma delle sue parole soprattutto nel brutto incendio di Viddalba. «In questa settimana diventeranno operativi due elicotteri regionali e inizieremo a schierare le varie forze. La stagione rispetto agli altri anni sta iniziando più tardi – Merella fa riferimento alle temperature, che solo in questi giorni sanno di estate –. Potrebbe sembrare un bene, ma in realtà non lo è». Le piogge di questi mesi hanno tolto di mezzo un grande classico: la siccità. «Hanno riempito i bacini, in poche settimane si è passati da un contesto di crisi idrica molto forte ad avere bacini pieni e conseguenti danni alle valli delle dighe.

Questo ha fatto sì che nelle campagne e nelle zone montane oggi sia ancora tutto verde. Solo adesso la vegetazione sta iniziando a seccarsi» e, detto in soldoni, dare qualche pensiero a chi si sta mettendo in piedi la vasta campagna antincendio.

La mappa Le aree sotto osservazione dalla sala operativa della protezione civile sarda (attivata dal primo maggio) sono in particolare «le zone costiere e di pianura, come il Campidano – spiega Merella –, almeno nella fase iniziale saranno le più critiche». Distese di campi sono facili prede per i piromani. Cita alcuni interventi nei giorni scorsi, il direttore generale: «A Vallermosa, Serramanna, a Siliqua, dove il fumo ha costretto a chiudere un tratto di strada per un’oretta», prime avvisaglie di un’estate di fuoco. Gemellaggi «Stiamo rafforzando l’apparato antincendio», dice Merella. Giusto pochi giorni fa a Macchiareddu sono stati consegnati i primi 30 nuovi mezzi polivalenti con modulo antincendi boschivo-Aib destinati alle organizzazioni di volontariato nell’isola. Il programma della Regione prevede una distribuzione complessiva di 94 nuovi mezzi entro la prima parte di giugno, che si aggiungono ai cinquanta consegnati nel 2024. Aumenta anche il personale, «confermiamo il gemellaggio con altre regioni, arriveranno volontari da Lombardia e Friuli. L’anno scorso per la prima volta in Italia l’abbiamo attivato anche con altri Paesi, l’esperienza è stata positiva, oltre a volontari francesi stavolta verranno a collaborare, da metà luglio a fine agosto, da Austria ed Estonia».

«Incendi sempre dolosi» «La parte del volontariato coinvolge nella campagna antincendio regionale 2.500 persone – fa i conti Emilio Garau, presidente della rappresentanza regionale di volontari della protezione civile –. È la forza più grande su cui la Regione può contare, d’altronde il 70 per cento dei Comuni ormai ha un’associazione di volontariato, contando barracelli e forestali si arriva al 90 per cento. La presenza nell’isola è ramificata». Sui nuovi mezzi aggiunge, «sono dotati di Dae, diventano di fatto primo presidio di sicurezza». Anche Garau si dice preoccupato in vista dei mesi più caldi del 2026, «e quest’anno i primi interventi li abbiamo fatti subito dopo Pasqua». Pochi dubbi sull’eterna domanda che c’è dietro ogni incendio: «Dolosi? Allora, ricordo che lo 0,9 per cento degli incendi avviene naturalmente, la stragrande parte è di origine dolosa».

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