Bonus mobili 2026 nel modello 730, limite a 5mila euro: gli errori da non fare
La detrazione Irpef del 50% per arredi e grandi elettrodomestici resta legata ai lavori di recupero edilizio
Roma Il bonus mobili resta una delle agevolazioni più utilizzate nella dichiarazione dei redditi, ma anche una delle più delicate sul piano documentale. La detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici è infatti legata a precisi requisiti: un errore nei pagamenti, nei documenti conservati o nella compilazione del modello 730 può far perdere il beneficio in caso di controlli.
Per le spese sostenute nel 2025, da indicare nella dichiarazione, il limite massimo è di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare, comprese le pertinenze. Il rimborso fiscale può quindi arrivare a 2.500 euro complessivi, divisi in dieci quote annuali da 250 euro. La soglia può raddoppiare solo se i lavori riguardano due immobili distinti. Nei cantieri iniziati nel 2024 e proseguiti nel 2025, invece, il limite va calcolato tenendo conto anche delle spese già sostenute e portate in detrazione l’anno precedente.
Il punto decisivo è il collegamento con i lavori edilizi. L’acquisto di mobili ed elettrodomestici deve essere successivo all’avvio dell’intervento di recupero. La data di inizio dei lavori può essere dimostrata con Cila, Scia o, nei casi di edilizia libera, con un’autocertificazione. Il bonus spetta per manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria dà diritto all’agevolazione solo se eseguita sulle parti comuni condominiali.
Tra gli interventi che possono aprire la strada alla detrazione rientrano anche lavori frequenti nelle abitazioni, come la sostituzione della vecchia caldaia o l’installazione di condizionatori a pompa di calore. Non basta, quindi, acquistare nuovi mobili: l’arredo deve essere collegato a un immobile oggetto di intervento edilizio agevolabile.
La lista dei beni ammessi comprende letti, armadi, tavoli, sedie, divani, poltrone, librerie, materassi e apparecchi di illuminazione. Restano invece esclusi porte, tende, tendaggi, pavimenti e altri complementi non rientranti tra gli arredi agevolabili. Per i grandi elettrodomestici sono richieste specifiche classi energetiche: almeno classe A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori.
Particolare attenzione va poi ai pagamenti. Sono ammessi bonifici, carte di credito, carte di debito e finanziamenti rateali, purché la spesa sia tracciabile. Non danno diritto al bonus i pagamenti in contanti o con assegno.
Per evitare contestazioni, il contribuente deve conservare fatture dettagliate, ricevute dei pagamenti, documentazione edilizia e, quando prevista, la comunicazione all’Enea per gli elettrodomestici, da inviare entro 90 giorni dal collaudo. La documentazione va mantenuta a lungo, perché può essere richiesta in sede di controllo fiscale. Chi compila il 730 deve quindi verificare con attenzione date, importi e requisiti prima di inserire la detrazione.
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