«I Giganti di Mont’e Prama? Robot extraterrestri»: su Focus tv la Sardegna archeologica finisce dentro “Enigmi alieni”
La trasmissione ha collegato le statue nuragiche, i menhir e alcune leggende sarde alle teorie sugli antichi astronauti arrivati dallo spazio
Sassari Occhi enormi, volti che sembrano usciti da un film di fantascienza, statue alte più di due metri trasformate in possibili ritratti di visitatori venuti dallo spazio. La Sardegna è entrata così, con tutta la forza spettacolare dei suoi misteri archeologici, nella puntata di “Enigmi alieni 14” andata in onda ieri, lunedì 1 giugno, su Focus, canale 35.
L’episodio numero 16, intitolato “Il giro del mondo - Incontri alieni”, ha portato Giorgio Tsoukalos e Marty Lagina anche nell’isola. Il punto di partenza sono i Giganti di Mont’e Prama, le grandi statue nuragiche scoperte nel 1974 nel Sinis e oggi esposte anche al Museo archeologico nazionale di Cagliari. Per l’archeologia sono una delle testimonianze più straordinarie della civiltà nuragica. Per la trasmissione, invece, diventano materiale perfetto per una ricostruzione molto più ardita: e se quei volti non rappresentassero uomini, ma esseri arrivati da altrove?
Il programma insiste soprattutto sugli occhi. Quei cerchi concentrici, così riconoscibili e così lontani dai lineamenti realistici di un volto umano, vengono presentati come il dettaglio più enigmatico. In un passaggio della puntata il loro aspetto viene accostato persino al robot di “Star Wars” C-3PO. Il risultato è un cortocircuito televisivo efficace: una delle immagini più potenti della Sardegna antica finisce nel grande archivio pop dell’immaginario extraterrestre.
Le statue vengono descritte come figure alte tra i due metri e i due metri e mezzo: guerrieri, pugili, arcieri. La trasmissione ricorda che, secondo la ricostruzione storica tradizionale, appartengono alla cultura nuragica, ma subito dopo sposta il racconto sul terreno del dubbio. Se i bronzetti nuragici non hanno quegli stessi occhi a disco, si chiede il programma, perché i Giganti sì? Da qui parte la suggestione: quelle statue potrebbero non essere semplici rappresentazioni della società nuragica, ma immagini ispirate da presenze non umane.
A sostenere questa lettura interviene Timothy Alberino, presentato come ricercatore dei Giganti. Secondo la sua interpretazione, le statue sarebbero rimaste lontane dall’esposizione pubblica perché non si allineerebbero all’archeologia tradizionale del luogo e rivelerebbero che nell’isola stava accadendo qualcosa di straordinario. Una tesi suggestiva, ma priva di riscontro scientifico.
Nella puntata parla anche Andrew Collins, autore di “Göbekli Tepe: Genesis of the Gods”, che sottolinea l’aspetto peculiare delle statue e definisce quasi ultraterrena l’impressione prodotta dai loro grandi occhi circolari. È il meccanismo tipico di “Enigmi alieni”: si parte da un elemento reale, potente e affascinante, e lo si spinge oltre il confine della ricerca storica, fino a farlo diventare un possibile indizio di contatti extraterrestri.
Il viaggio sardo della trasmissione non si ferma a Mont’e Prama. Giorgio Tsoukalos e Marty Lagina incontrano anche la guida turistica Maria Paola Loi, che racconta leggende locali. Nel montaggio del programma, le tradizioni dell’isola vengono accostate alle teorie sugli antichi astronauti. Si parla di possibili legami con la Mesopotamia, dei Sumeri, degli Anunnaki, le divinità del cielo e della terra spesso richiamate in questo filone narrativo. Uno dei presentatori arriva ad associare le antiche lingue della Mesopotamia con quella dei nuragici, dentro una costruzione che procede per analogie, più che per prove.
Poi la scena si sposta a Laconi, al museo dei menhir, con la guida Ivana Malu. Anche qui il racconto segue la stessa direzione: davanti alle statue-menhir, la trasmissione ipotizza che le figure scolpite possano rappresentare visitatori alieni di un passato remoto. Secondo i teorici degli antichi astronauti, il gran numero di menhir presenti nell’isola sarebbe un altro segno da leggere in chiave extraterrestre.
È una Sardegna trasformata in set del mistero: i Giganti diventano quasi robot, i menhir possibili ritratti di creature venute dal cielo, le leggende locali tasselli di un racconto globale sugli alieni nell’antichità. Una narrazione sensazionalistica sul piano televisivo, ma lontana dal metodo storico e archeologico.
Nessuna prova collega i Giganti di Mont’e Prama o i menhir della Sardegna a presenze extraterrestri. Le statue del Sinis appartengono al patrimonio archeologico nuragico e il loro valore non ha bisogno di ipotesi aliene per essere straordinario. La puntata di Focus resta quindi un caso curioso: la Sardegna, con i suoi monumenti più enigmatici e riconoscibili, entra ancora una volta nell’immaginario internazionale del mistero, ma lo fa attraverso una lente sensazionalistica, più adatta alla fantascienza che alla storia.
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