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Gli Istentales premiati a Montecitorio: «Orgoglio di Nuoro e della Sardegna»

di Luciano Piras
Gli Istentales premiati a Montecitorio: «Orgoglio di Nuoro e della Sardegna»

Il sindaco Emiliano Fenu scrive alla band. Bastianino Mossa (Fasi): «Una storia che nasce in Barbagia e raggiunge migliaia di emigrati nel mondo»

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Nuoro «È un riconoscimento alla Sardegna autentica, alla sua lingua, alla sua anima profonda, alla dignità di un popolo che attraverso la vostra musica ha saputo raccontarsi al mondo senza mai snaturarsi. Da nuoresi e da sardi, possiamo guardare con orgoglio a questo momento storico». È il sindaco Emiliano Fenu che scrive una lettera agli Istentales. Mentre la band di Badde Manna viene premiata alla Camera dei deputati (giovedì scorso, 4 giugno 2026), il primo cittadino invia un messaggio a Gigi Sanna & company. «Questo riconoscimento, cari Istentales – sottolinea Fenu – non è soltanto un premio alla vostra straordinaria carriera artistica».

«Il riconoscimento agli Istentales – conferma Francesco Mura, direttore del quotidiano del pomeriggio “Dentro la notizia” – è anche un riconoscimento alla nostra terra, a Nuoro, la nostra città e a tutti i nuoresi che sono stati i primi a valorizzarli, a capire il loro talento e seguirli e applaudirli per ben trent’anni». Presente alla cerimonia di Roma, il giornalista barbaricino di casa in Umbria spiega che «gli Istentales sono un simbolo di resistenza culturale e di orgoglio identitario, capace – chiude Mura – di trasformare la musica in racconto, denuncia e celebrazione della vita».

Per l’occasione è stato anche presentato in anteprima nazionale il docufilm di Francesco Sardella, “Istentales: 30 anni di musica sotto le stelle”.

«In trent’anni avete portato nelle piazze, nei teatri, nei paesi e tra le comunità degli emigrati non solo canzoni, ma identità, memoria, appartenenza – scrive ancora il sindaco Emiliano Fenu –. Avete dato voce agli ultimi, alle ferite e alle speranze della nostra terra, parlando di emigrazione, sacrificio, amore per la Sardegna, ingiustizie e riscatto sociale».

A proposito di emigrazione: «Oggi non celebriamo soltanto trent’anni di musica – enfatizza a Montecitorio Bastianino Mossa, presidente della Fasi –. Oggi celebriamo una storia sarda! Una storia che nasce nel cuore della Barbagia, tra i pascoli, le montagne e il lavoro duro dei pastori, e che attraverso la musica è riuscita a raggiungere migliaia di persone in Sardegna e nel mondo. Quando pensiamo agli Istentales pensiamo certamente a musicisti, artisti e interpreti straordinari. Ma prima ancora pensiamo a uomini che hanno saputo portare sul palco la dignità del mondo pastorale sardo». «Per noi sardi nel mondo – rimarca il presidente della Federazione delle associazioni sarde in Italia –, gli Istentales sono molto più di un gruppo musicale. Sono una colonna sonora della nostra vita. Le loro canzoni hanno accompagnato generazioni di emigrati. Le abbiamo ascoltate in auto durante il viaggio verso la Sardegna. Le abbiamo ascoltate nelle fabbriche del Nord Italia, così come nei pascoli delle campagne del Centro Italia. Le abbiamo ascoltate nei circoli dei sardi sparsi lungo la Penisola e all’estero. Prima nelle cassette, poi nei cd e oggi sulle piattaforme digitali. Ma il sentimento è rimasto immutato. Ogni canzone è un ponte che collega chi è partito con la propria terra».

«Avete saputo fare qualcosa di raro – sottolinea ancora il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu –: trasformare la lingua sarda in uno strumento universale capace di emozionare anche chi quella lingua non la conosce. E questo è forse il più grande merito culturale che si possa riconoscere a degli artisti. Il vostro percorso dimostra che si può essere profondamente radicati nella propria terra e allo stesso tempo parlare al mondo intero. Avete custodito e innovato la tradizione, rendendola viva, contemporanea, capace di attraversare generazioni diverse. Desidero esprimervi, a nome mio personale e della città di Nuoro, un sentimento sincero di gratitudine e riconoscenza per ciò che avete rappresentato e continuate a rappresentare. Questo premio appartiene anche a tutte le comunità della Sardegna interna che spesso hanno dovuto lottare per non sentirsi marginali o dimenticate. Vedere gli Istentales a Montecitorio – chiude la lettera di Fenu – significa vedere riconosciuta la forza culturale della nostra identità. Significa vedere la Sardegna entrare nelle istituzioni nazionali con la sua voce più vera, popolare e autentica. Complimenti per questi trent’anni straordinari. Continuate a portare nel mondo, con orgoglio, il cuore della nostra terra».

«Quello degli Istentales è un traguardo che non si limita a segnare il passare del tempo, ma che racconta il battito intenso di un cammino unico, intessuto di passione, impegno e significati» dice Giuliano Marongiu, volto noto e amatissimo del panorama artistico isolano e non soltanto. Anche lui a Roma, alla Camera dei deputati, con la band agropastoralerock premiata per i trent’anni di carriera musicale. «Ero lì, testimone di un evento capace di rendere grande la nostra isola agli occhi di chi vive oltre il mare – racconta Marongiu –. Tra parole cariche di sentimento si sono intrecciati apprezzamento, rispetto e una profonda ammirazione per ciò che è stato costruito nel tempo: un percorso autentico, nato dall’anima di una delle formazioni più importanti dell’universo musicale che ci appartiene. È stato messo in luce il valore profondo della musica. Una musica capace di dare voce a storie e memorie, di attraversare solitudini e ideali, di restituire frammenti di esistenza e identità. Ma soprattutto, è emersa con forza la dedizione di chi ha scelto di andare oltre le note, mettendo la propria arte al servizio di battaglie importanti: per la giustizia e l’uguaglianza, per il rispetto delle donne e dei diritti, per la difesa di una terra troppe volte ferita».

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