«Da un ovile della Barbagia possono partire messaggi universali»
Il presidente della Fasi a Montecitorio alla cerimonia di consegna della medaglia alla carriera agli Istentales
(Questo il discorso pronunciato giovedì scorso, 4 giugno 2026, a Roma, a Montecitorio, da Bastianino Mossa, presidente della Fasi, in occasione del conferimento della medaglia alla carriera agli Istentales).
Signor presidente, autorità, onorevoli deputati, care amiche e cari amici,
oggi non celebriamo soltanto trent'anni di musica.
Oggi celebriamo una storia sarda!
Una storia che nasce nel cuore della Barbagia, tra i pascoli, le montagne e il lavoro duro dei pastori, e che attraverso la musica è riuscita a raggiungere migliaia di persone in Sardegna e nel mondo.
Quando pensiamo agli Istentales pensiamo certamente a musicisti, artisti e interpreti straordinari.
Ma prima ancora pensiamo a uomini che hanno saputo portare sul palco la dignità del mondo pastorale sardo.
E proprio per questo assume un significato particolare il fatto che il 2026 sia stato proclamato dalle Nazioni Unite e dalla Fao Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori.
Una coincidenza che sembra quasi scritta dal destino.
Perché la storia degli Istentales è la dimostrazione concreta che dalla cultura pastorale possono nascere non soltanto prodotti e tradizioni, ma anche arte, poesia, musica e messaggi universali.
Consentitemi una riflessione personale...
Quando parlo del mondo pastorale non lo faccio da osservatore esterno. Lo faccio da figlio di pastore. Lo faccio da ragazzo che ha vissuto quel mestiere, che ha condiviso la fatica delle levatacce prima dell’alba, il lavoro nei pascoli, il rispetto per gli animali e per la terra.
Ho fatto il pastore fino agli anni dell'università, nella mia Bultei, prima di trasferirmi definitivamente a Piacenza, nel Continente.
Per questo conosco bene il valore umano che si nasconde dietro quella parola: pastore. Non è soltanto un mestiere. È una scuola di vita. È il luogo dove si imparano il sacrificio, la responsabilità, la solidarietà e il rispetto della parola
data. È un mondo che mi ha formato come uomo, come veterinario e come dirigente associativo. Ed è lo stesso mondo dal quale provengono gli Istentales.
Forse è anche per questo che la loro musica arriva così profondamente al cuore di tanti sardi. Perché nelle loro canzoni non c'è soltanto musica. C'è verità. C'è l'odore della terra dopo la pioggia. C'è il silenzio delle campagne. C'è la fatica del lavoro quotidiano. C'è la dignità di una Sardegna che non si è mai arresa. E c'è soprattutto l'orgoglio di appartenere a una comunità che ha saputo custodire la propria identità senza mai chiudersi al mondo.
Per noi sardi nel mondo gli Istentales sono molto più di un gruppo musicale!
Sono una colonna sonora della nostra vita. Le loro canzoni hanno accompagnato generazioni di emigrati. Le abbiamo ascoltate nelle automobili durante il viaggio verso la Sardegna. Le abbiamo ascoltate nelle fabbriche del Nord Italia, così come nei pascoli delle campagne del Centro Italia.
Le abbiamo ascoltate nei circoli dei sardi sparsi lungo la Penisola e all'estero. Prima nelle cassette, poi nei Cd e oggi sulle piattaforme digitali. Ma il sentimento è rimasto immutato. Ogni loro canzone è un ponte che collega chi è partito con la propria terra. Ogni concerto è un ritorno a casa.
Nei circoli della Fasi la loro musica è da sempre presenza costante.
Gli Istentales hanno saputo interpretare il sentimento profondo di migliaia di sardi che vivono lontano dall'Isola senza mai smettere di sentirsi parte di essa.
Il docufilm "Istentales. Trent'anni di musica sotto le stelle" racconta perfettamente questo legame. Racconta una Sardegna autentica che dialoga con il mondo e che trova nei sardi emigrati una parte fondamentale della propria storia.
Ma gli Istentales non hanno soltanto cantato la Sardegna.
Hanno saputo esserci nei momenti più difficili.
Conservo un ricordo che considero emblematico del loro valore umano.
A Cascia, il 4 aprile 2017, durante "Sa paradura" organizzata a favore dei pastori colpiti dal terremoto del Centro Italia, hanno dimostrato cosa significhi realmente la solidarietà sarda. In quell'occasione non c'erano soltanto artisti. C'erano uomini che hanno messo il proprio cuore al servizio di una comunità ferita. Ed è forse questa la loro caratteristica più bella: non aver mai dimenticato le proprie radici.
Ancora oggi continuano a parlare alle nuove generazioni.
Lo dimostra anche il videoclip "Promesse mascherate", che affronta il drammatico tema della violenza contro le donne e del femminicidio. Un’opera che ci invita alla riflessione e che dimostra come la musica possa essere anche strumento
di responsabilità civile e sociale.
Desidero rivolgere un sincero ringraziamento all'onorevole Salvatore Deidda per la vicinanza dimostrata alla Fasi e ai sardi nel mondo. Una vicinanza concreta, costante, che negli anni si è tradotta in attenzione verso le nostre comunità e in un importante lavoro istituzionale sul tema della continuità territoriale, che ha portato a un risultato costruito insieme alle istituzioni regionali e nazionali che consente oggi di guardare al futuro con maggiore fiducia, soprattutto per le seconde, terze e quarte generazioni dei sardi nel mondo.
Un ringraziamento va inoltre all'onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, e a tutte le istituzioni che hanno voluto rendere possibile questa importante celebrazione.
La Medaglia della Camera dei Deputati che oggi viene conferita agli Istentales non rappresenta soltanto un riconoscimento artistico. Rappresenta il riconoscimento di una storia collettiva. La storia di una Sardegna che non dimentica le proprie radici. La storia di uomini che hanno saputo trasformare il lavoro, il sacrificio e l'identità in musica. La storia di una comunità che continua a riconoscersi nelle loro parole e nelle loro melodie!
Perché gli Istentales ci insegnano che si può partire da un ovile della Barbagia e arrivare al cuore delle persone in ogni parte del mondo. E che dai pascoli della Sardegna possono nascere messaggi universali di amore, solidarietà, libertà e speranza.
A nome della Fasi e dei suoi trentamila iscritti, grazie Istentales!
Per questi trent'anni di musica.
Per questi trent'anni di Sardegna.
Per questi trent'anni di emozioni condivise.
Ad medas annos e forza paris.
(*) Presidente della Fasi, la Federazione delle associazioni sarde in Italia
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