Benzina a 1,92 euro, gasolio oltre quota 2: Nuoro tra le province più care d’Italia
I prezzi tornano a salire con l’aumento delle tensioni in Medio Oriente. Sulla rete stradale il diesel raggiunge una media di 2,059 euro al litro, mentre in autostrada arriva a 2,134 euro
Milano Il prezzo medio della benzina sulla rete stradale italiana è salito oggi, domenica 19 luglio, a 1,921 euro al litro, contro gli 1,910 euro del giorno precedente. Il gasolio ha raggiunto invece una media di 2,059 euro, in aumento rispetto ai 2,040 euro registrati sabato. Ancora più elevati i valori in autostrada: 2,010 euro per la benzina e 2,134 euro per il diesel.
La nuova impennata, secondo quanto riportato dal Il Sole 24 Ore, arriva mentre aumentano nuovamente le tensioni in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz alimenta le preoccupazioni sui mercati energetici. Il quotidiano economico segnala inoltre che, nella rilevazione effettuata sabato mattina dal ministero delle Imprese, il gasolio self service fuori dalle autostrade aveva toccato una media di 2,082 euro al litro.
Tra le province italiane, il prezzo medio più alto della benzina sulla rete stradale si registra a Bolzano, seguita da Crotone e da Nuoro, che occupa quindi il terzo posto nazionale. I valori più bassi si trovano invece a Sondrio, Rovigo e Asti. La media settimanale nazionale rilevata dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica è pari a 1,864 euro, in crescita rispetto alla settimana precedente. Il massimo del 2026 era stato raggiunto il 25 maggio, con 1,964 euro al litro.
Per quanto riguarda il gasolio, le province più care sono Siracusa, Agrigento e Ragusa. Anche in questo caso Sondrio registra il valore più basso, seguita da Fermo e Vercelli. La media settimanale nazionale è salita a 1,957 euro, mentre il livello più elevato dell’anno era stato toccato il 13 aprile, con 2,153 euro al litro.
Secondo i dati raccolti dal ministero, il rincaro del diesel rispetto al 4 luglio, giorno successivo alla conclusione degli ultimi sconti temporanei sulle accise, è stato di oltre 18 centesimi al litro. Le differenze regionali restano contenute, ma i prezzi più elevati si concentrano agli estremi del Paese: nelle rilevazioni di sabato il gasolio aveva raggiunto 2,119 euro a Bolzano e 2,118 euro in Sicilia.
La ripresa dei rincari ha riaperto anche il confronto politico. Antonio Misiani, responsabile economico del Partito democratico, ha chiesto di riattivare il meccanismo delle accise mobili, che utilizza il maggiore gettito Iva prodotto dall’aumento dei prezzi per ridurre il carico fiscale sui carburanti.
Il Governo mantiene però una posizione prudente. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva spiegato nei giorni scorsi che un eventuale nuovo intervento dovrebbe rispettare il percorso di risanamento dei conti pubblici. Tra il 18 marzo e il 3 luglio l’esecutivo ha già impiegato quasi due miliardi di euro, attraverso il sistema delle accise mobili e altre coperture, per contenere i prezzi alla pompa.
Un nuovo taglio non appare comunque semplice. La riduzione generalizzata delle accise favorisce infatti maggiormente chi consuma più carburante, mentre l’utilizzo della clausola europea di salvaguardia sull’energia richiederebbe uno scostamento di bilancio da approvare a maggioranza assoluta in Parlamento. Il ministero dell’Economia vorrebbe evitare questa soluzione prima della possibile uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo, legata anche ai nuovi calcoli Istat attesi per il 22 settembre.
L’aumento arriva nel pieno della stagione delle vacanze, quando crescono gli spostamenti su strada e il costo dei carburanti incide direttamente sui bilanci delle famiglie. Con benzina e gasolio nuovamente vicini ai massimi dell’anno, il tema è destinato a tornare al centro del confronto politico.
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