Incendi in Sardegna, è strage di api: la paradura fra apicoltori commuove il web – LE FOTO
Oltre 750 mila insetti morti nelle fiamme, Coldiretti Cagliari: «Bilancio drammatico, la Regione intervenga»
Le fiamme, la distruzione, il dolore. Ma c’è anche la rinascita nelle immagini che qualche giorno fa hanno fatto il giro del web, commuovendo la Sardegna. Il devastante incendio tra Selargius e Monserrato (hinterland cagliaritano) – che nei giorni scorsi ha incenerito ettari ed ettari di campi – ha ucciso oltre 750.000 api, mettendo in ginocchio le aziende locali.
Gli apicoltori sardi hanno risposto con il cuore, dando il via a “Sa paradura”, un’antica usanza molto diffusa nel mondo agro-pastorale sardo, che induce i pastori a donare i loro capi, in segno di solidarietà e aiuto, verso chi ha perso il bestiame a causa di furti, incendi o calamità naturali.
In questo caso, le fiamme hanno sterminato migliaia di api, distruggendo un patrimonio della biodiversità. Gli apicoltori del Cagliaritano non si sono tirati indietro e hanno donato sciami e materiale per aiutare chi, in quei momenti drammatici, ha perso tutto. Un gesto che ha fatto commuovere il web.
L’allarme Coldiretti Le eccezionali ondate di calore che stanno interessando il Sud Sardegna – secondo Coldiretti – iniziano a produrre i primi effetti sul comparto agricolo. Le temperature record di queste settimane, unite alla persistente siccità e ai numerosi incendi che stanno interessando il territorio, stanno facendo crescere la preoccupazione tra le aziende agricole, che guardano con attenzione all’evolversi della stagione estiva.
Tra i settori che iniziano a manifestare le prime criticità c’è quello dell’apicoltura e a raccogliere le prime segnalazioni dal territorio è Coldiretti Cagliari, che in queste settimane è in costante contatto con gli apicoltori e registra le prime avvisaglie di sofferenza degli alveari.
Per questo l’associazione, nelle prossime ore, invierà una lettera alla Regione Sardegna chiedendo «di mantenere alta l’attenzione sul comparto attraverso un monitoraggio costante dell’evoluzione della situazione. L’obiettivo è quello di agire in anticipo, evitando che un’estate che si sta già caratterizzando per temperature eccezionali possa trasformarsi in una nuova stagione critica per l’apicoltura sarda».
Il pensiero – scrive Coldiretti – corre inevitabilmente al 2023, quando il caldo estremo provocò ingenti danni a numerose aziende apistiche, con migliaia di api morte e favi compromessi dalle temperature eccezionali. In quell’occasione furono attivati ristori per sostenere il comparto, ma non riuscirono a coprire tutte le aziende colpite né a compensare integralmente i danni subiti. Per questo Coldiretti Cagliari ha chiesto alla Regione di attuare una rimodulazione degli interventi, così da dare risposte anche alle imprese rimaste escluse e rafforzare gli strumenti di sostegno in vista di eventuali nuove criticità.
«Siamo quotidianamente in contatto con i nostri apicoltori – sottolinea il presidente di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas – le prime segnalazioni ci spingono ad alzare il livello dell’attenzione. È proprio questo il momento in cui bisogna prevenire perchè il ricordo del 2023 è ancora molto vivo e vogliamo fare tutto il possibile affinché una situazione simile non si ripeta. Le api sono un patrimonio indispensabile per l’agricoltura, l’ambiente e la biodiversità e meritano la massima attenzione”.
Secondo Coldiretti Cagliari, oltre al monitoraggio della situazione, è necessario rafforzare gli strumenti di ricerca, innovazione e assistenza tecnica a disposizione delle aziende apistiche. I cambiamenti climatici impongono infatti nuove strategie di adattamento e diventa sempre più importante accompagnare gli apicoltori nell’individuazione di tecniche e soluzioni capaci di ridurre gli effetti delle alte temperature sugli alveari e migliorare la resilienza del comparto.
«I cambiamenti climatici – evidenzia il direttore di Coldiretti Cagliari, Giuseppe Casu – non rappresentano più un fenomeno straordinario ma una nuova condizione con cui le aziende devono confrontarsi. Per questo chiediamo che, accanto al monitoraggio, si investa maggiormente in ricerca applicata, sperimentazione e assistenza tecnica, mettendo gli apicoltori nelle condizioni di adattarsi a un clima profondamente cambiato – aggiunge – la prevenzione passa anche dalla conoscenza e dall’innovazione e per questo chiediamo alla Regione di mantenere acceso un faro su questo comparto, così da poter intervenire tempestivamente qualora le condizioni dovessero peggiorare. Prevenire oggi significa evitare danni ben più gravi domani».
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