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Il dramma

Crisi dei migranti Ceuta, i morti salgono a 41: oltre 50mila gli ingressi irregolari

Crisi dei migranti Ceuta, i morti salgono a 41: oltre 50mila gli ingressi irregolari

Il premier ha definito quanto accaduto «un attacco alla sovranità nazionale»

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Continua ad aggravarsi il bilancio della crisi migratoria che da due giorni sta investendo Ceuta, l'enclave spagnola in territorio africano. Secondo quanto riferisce El País, citando fonti della polizia, le vittime sono salite a 41, mentre resta altissima la tensione lungo il confine tra Spagna e Marocco.

Il ministero dell'Interno spagnolo ha corretto il numero degli ingressi irregolari, confermando che sono stati circa 50.000 i migranti arrivati a Ceuta nelle prime ore dell'emergenza e non 60.000 come comunicato inizialmente dalle autorità locali. Di questi, 25.000 sarebbero già rientrati volontariamente in Marocco. Il precedente bilancio ufficiale parlava di 34 morti, ma nelle ultime ore il numero delle vittime è ulteriormente aumentato fino a 41.

In visita a Ceuta, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha definito quanto accaduto «un attacco alla sovranità nazionale e una violazione dell'integrità territoriale della Spagna», annunciando l'installazione di una barriera di boe lungo il frangiflutti di confine per limitare nuovi attraversamenti e ringraziando il Marocco per la collaborazione nelle operazioni di rimpatrio.

La crisi ha aperto un duro confronto anche all'interno dell'Unione europea. Da un lato diversi governi hanno espresso solidarietà a Madrid, chiedendo un rapido ripristino del controllo della frontiera esterna dell'Ue. Dall'altro, l'Italia ha assunto una posizione molto più critica.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha infatti ipotizzato la possibilità di sospendere Schengen nei confronti della Spagna, sostenendo che Madrid non abbia saputo garantire la protezione del confine europeo. Una linea condivisa anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui «l'immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale».

Le dichiarazioni italiane hanno provocato la reazione del governo spagnolo. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares le ha definite «non degne» e ha convocato l'ambasciatore italiano a Madrid per chiedere chiarimenti.

Critiche sono arrivate anche da Josep Borrell, ex Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera, che ha ricordato come nessuno Stato membro possa sospendere unilateralmente la partecipazione di un altro Paese all'area Schengen, definendo la proposta incompatibile con il diritto europeo. Dello stesso tenore le parole del vicepresidente del Parlamento europeo Javi López, che ha accusato Roma di mancare di solidarietà verso un partner europeo.

La posizione del governo italiano ha però trovato sostegno in alcuni Paesi del Nord Europa. La ministra dell'Interno finlandese Mari Rantanen ha accusato la Spagna di non aver protetto adeguatamente il confine esterno di Schengen, mentre il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha dichiarato di non escludere misure per evitare il ripetersi di una crisi migratoria simile a quella del 2015.

Intanto, sul terreno, resta alta l'emergenza umanitaria. Le autorità spagnole proseguono le operazioni di soccorso e di rimpatrio, mentre il bilancio delle vittime continua a crescere e la crisi di Ceuta si conferma una delle più gravi mai registrate alle frontiere dell'Unione europea.

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