Costa Smeralda, l’hotel di Kassam pronto a cambiare proprietà: affare da 20 milioni – I dettagli
Storica struttura costruita nel 1966, chiusa nell’ultima stagione e vicina al rilancio
Sassari Si riaccendono le luci sulla montagna. Su una montagna di soldi. Almeno venti milioni di euro, ma la cifra finale potrebbe toccare i venticinque.
Dopo l’addio alla vecchia gestione e una stagione estiva con le camere vuote per la prima volta nella sua storia, l’hotel “Luci di la muntagna” è pronto a una nuova vita. Non è una struttura di lusso qualsiasi, è un pilastro della Costa Smeralda. Una delle primissime costruite dall’impulso dell’Aga Khan, che faceva di Porto Cervo il centro della movida e del turismo di fascia alta internazionale. L’hotel si prepara a uno storico passaggio di consegne dalla famiglia Kassam. Diverse trattative hanno interessato il cambio di proprietà, ma adesso tutto porta a Dario Iervolino, ricco imprenditore, fondatore dell’università telematica Pegaso, proprietario della Salernitana, editore di Forbes Italia e delle più importanti riviste di nautica – settore di interesse e che potrebbe collegarsi all’acquisizione – e fino a qualche anno fa anche dell’Espresso.
L’albergo da oltre cinquanta camere viene progettato nel 1966 da Michele Busiri Vici, lo stesso che due anni più tardi vede passare dai progetti su carta a realtà la chiesa di Stella Maris. Luoghi della Porto Cervo nata per diventare rifugio del jet set mondiale. Nei primi anni Sessanta, Busiri Vici insieme a Luigi Vietti e Jacque Couelle forma il pool di architetti chiamati dal principe Karim Aga Khan per dare forma e colore all’idea di Costa Smeralda. Nascono così design riconosciuti e impossibili da replicare altrove.
Il “Luci di la muntagna” unisce il Mediterraneo, con elementi che pescano dalla Spagna e arrivano al Marocco, alla Tunisia e alla Grecia. Questa l’idea di Busiri Vici, attraverso una struttura che sembra abbracciare il paesaggio e con le terrazze affacciate su una grande piscina.
Di proprietà di Fateh Kassam, padre di quel Farouk inevitabilmente per sempre legato al rapimento del 1992, la sua storia recente va invece ricondotta al manager alberghiero Andrea Temussi. Con la sua società ha tenuto in gestione l’hotel dal 2013 a oggi. A ieri, in realtà. Perché nel 2025, proprio mentre sembrava aprirsi lo spiraglio di un’acquisizione, c’è stato il divorzio tra gestore e proprietà. Forse è da quel momento che si è aperta semmai una sorta di asta tra imprenditori ingolositi dalla possibilità di mettere nel portfolio un pezzo di Costa Smeralda.
Tra i primi ad aver provato l’investimento ci sarebbe stato Leonardo Maria Del Vecchio, l’erede del fondatore di Luxottica, il rampollo della famiglia che negli ultimi anni fa molto parlare per le sue iniziative imprenditoriali, l’ultima nella veste di editore, e a livello mediatico per l’amicizia con Fedez. Proprio un anno fa con il marchio Lmdv ha acquistato da Flavio Briatore l’ex Billionare e poi Twiga di Porto Cervo. Nei suoi piani, l’hotel sarebbe stato riconvertito in una sorta di compendio con appartamenti e stanze da destinare ai suoi dipendenti. Non se n’è fatto niente, i fari di Del Vecchio hanno puntato altrove. La struttura poi è sembrata perfetta ad Antonio Percassi per un’operazione-rilancio. Il patron dell’Atalanta e a capo della holding Odissea con cui controlla marchi come Kiko, è molto attivo in compravendite immobiliari. Ma a spuntarla alla fine sembra essere stato Dario Iervolino. Affare vicino alla firma tra i 20 e i 25 milioni di euro, ma addetti ai lavori della zona assicurano che con un restyling milionario il valore potrà quadruplicarsi. Negli ultimi anni altre due strutture storiche hanno cambiato veste: l’hotel Le Ginestre ora è della cinese Mandarin Oriental. E nel 2027 riaprirà l’hotel Le Palme di Liscia di Vacca sotto l’egida del fondo americano Sixth street e la gestione affidata a Rocco Forte hotels.
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