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La polemica

Matteo Salvini sulla contestazione all’Agnata: «Nessuno può dirmi se posso ascoltare De André» – La replica

Matteo Salvini sulla contestazione all’Agnata: «Nessuno può dirmi se posso ascoltare De André» – La replica

Il ministro scrive un post social dopo l’intervento della nipote del cantautore

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Tempio «Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene?». Inizia così il post di Matteo Salvini sul suo profilo social in risposta prima alla ragazza che lo ha contestato pubblicamente per essere presente al concerto omaggio a Fabrizio De André, all’Agnata, e dopo il reel di Alice De André su Instagram, dove la nipote del cantautore ha dato voce ai suoi pensieri.

«Io sono anche abituato a contestazioni e insulti – continua – a volte può accadere, nessun dramma. Faccio politica da una vita: non è questo il problema. Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia. Ma nessuno - e ripeto NESSUNO - può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare. Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori».

«Non so cosa direbbe Fabrizio oggi – prosegue il ministro – E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai. So cosa dicono a me le sue canzoni – Alice De André, nel reel, si è chiede cosa sia riuscito a capire dei testi del nonno, ndr – la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione».

«Sapete però cosa mi preoccupa davvero?  – conclude Salvini –Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee “giuste”? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? No. Non esiste. I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi. Parliamoci. Discutiamo, persino litighiamo. Proviamo a convincerci. Senza andare oltre. Perché in democrazia l’avversario si batte con le idee. Non si imbavaglia, non si censura, non si cancella. Lunga vita al libero suonatore Jones a cui piaceva lasciarsi ascoltare. Da tutti».

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