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Ferragosto, 13 milioni di italiani in vacanza ma 4,4 milioni rinunciano per motivi economici

Ferragosto, 13 milioni di italiani in vacanza ma 4,4 milioni rinunciano per motivi economici

Altri 4,5 milioni hanno scelto una gita senza pernottamento

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Roma Sono 13 milioni gli italiani in vacanza nel periodo di Ferragosto, mentre altri 4,5 milioni hanno scelto una gita in giornata senza pernottamento. Ma accanto all'Italia che si è messa in viaggio ce n'è un'altra che alle ferie estive ha rinunciato: quasi 6,7 milioni di persone, e per oltre 4,4 milioni di loro la ragione è economica.

Le cifre arrivano da due rilevazioni differenti, con campioni e obiettivi non direttamente sovrapponibili, ma insieme descrivono le due facce dell'estate 2026. Da una parte l'Osservatorio longitudinale sulla propensione turistica di Confturismo-Confcommercio e SWG, dall'altra l'indagine realizzata da EMG per Facile.it.

Secondo quest'ultima, sono quasi 6,7 milioni gli italiani che quest'estate non faranno alcuna vacanza. Per il 66,4% di loro, pari a oltre 4,4 milioni di persone, la rinuncia è determinata da ragioni economiche.

Il caro vita frena le partenze

A pesare maggiormente è l'aumento del costo della vita. Tra coloro che non partono per motivazioni economiche, 2,2 milioni indicano come causa il rincaro generale dei prezzi registrato nell'ultimo anno. Più di un milione cita invece l'aumento delle spese direttamente legate alla vacanza, dai voli alle strutture ricettive.

Per oltre 1,4 milioni di italiani la mancata partenza è legata a problemi di lavoro, mentre circa 900 mila persone dichiarano di essersi trovate in difficoltà economica a causa di un imprevisto.

Restare a casa, però, non significa sempre non potersi permettere un viaggio. Tra chi non farà vacanze durante l'estate, l'11,3% ha scelto di partire in un altro periodo dell'anno e un altro 11,3% non dispone di giorni di ferie.

Ci sono poi motivazioni familiari e personali: quasi 740 mila italiani resteranno a casa per occuparsi di un animale domestico e oltre 618 mila per assistere una persona anziana. Più di 243 mila persone hanno indicato inoltre tra le ragioni della rinuncia i timori legati al conflitto in Iran.

Nel Sud e nelle Isole rinuncia quasi uno su cinque

Il fenomeno non è distribuito in maniera uniforme nel Paese. Nel Sud e nelle Isole la quota di chi dichiara di non partire raggiunge il 18,2%, contro una media nazionale del 15,7%.

Guardando invece all'età, la percentuale più elevata si registra nella fascia compresa tra 55 e 64 anni, dove sale al 22,6%.

Vacanze più frammentate e sempre più digitali

Anche tra chi parte le abitudini stanno cambiando. L'analisi di Confturismo-Confcommercio e SWG descrive un'estate nella quale il tradizionale soggiorno lungo convive sempre più con weekend, brevi trasferte e più vacanze distribuite nel corso della stagione.

Lo studio individua cinque differenti profili di viaggiatore. Tra questi ci sono i cosiddetti «digital», circa 18 milioni di persone che utilizzano in maniera intensa web e social per scegliere e organizzare le proprie vacanze.

Si tratta di viaggiatori economicamente più solidi della media, che tendono a concedersi più partenze durante l'estate e scelgono le destinazioni anche sulla base di ciò che vedono online e dei suggerimenti dei travel blogger. Una volta arrivati consultano le recensioni per scegliere ristoranti e servizi e, a loro volta, condividono fotografie, video e giudizi sull'esperienza. È anche il gruppo con il budget più elevato: 1.389 euro a persona.

Per il presidente di Confturismo-Confcommercio, Manfred Pinzger, i dati mostrano un turismo italiano sempre più frammentato e costruito sulle esigenze individuali. Una trasformazione che, secondo l'associazione, richiede anche un adeguamento delle politiche di settore, con sostegno alle imprese, maggiore qualità dell'offerta e una migliore distribuzione dei flussi turistici durante tutto l'anno.

L'indagine EMG commissionata da Facile.it è stata realizzata su 1.500 maggiorenni, con un campione rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, regione e dimensione demografica dei comuni. La rilevazione, condotta con metodologia CAWI, si è svolta dal 4 all'8 giugno 2026.

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