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Caldo e malessere piscologico, aumenta l’insorgenza dei disturbi mentali – Cosa succede al cervello

di Carolina Bastiani
Caldo e malessere piscologico, aumenta l’insorgenza dei disturbi mentali – Cosa succede al cervello

Lo psichiatra Bernardo Carpiniello spiega gli effetti delle alte temperature

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Sassari Non è solo un modo di dire: il caldo dà alla testa ed è scientificamente provato. Le alte temperature alterano numerosi meccanismi fisiologici e quindi il benessere psicologico, con conseguenze anche rilevanti soprattutto per i soggetti più a rischio. Dal peggioramento del sonno – ed è noto quanto dormire poco e male incida su qualità della vita, umore e relazioni sociali – all’aumento degli episodi suicidari. Ancora non ci sono dati statistici ufficiali aggiornati sulla situazione regionale e nazionale in relazione agli interventi sanitari legati alla salute mentale durante le ondate di calore, ma c’è da aspettarsi un incremento rispetto al passato. A ipotizzarlo è il dottor Bernardo Carpiniello, specialista di psichiatria clinica e membro del direttivo della Società psichiatri italiani, professore ordinario di psichiatria all’Università di Cagliari dal 2000 al 2023. Il professore fa fede all’esperienza e all’ampia letteratura scientifica, che in passato ha già ampiamente certificato aumenti di malessere psicologico legati al caldo. Intanto, però, una ricerca pubblicata su Nature Health, in cui sono stati analizzati oltre 2,6 milioni di ricoveri ospedalieri, ha già documentato questo legame in 852 località di Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda, proprio in relazione a queste ultime ondate di calore. Ma esattamente cosa succede al cervello?

«Ci sono effetti diretti e indiretti. Tantissimi studi hanno già dimostrato la relazione tra l’insorgenza o l’aggravamento di disturbi psichiatrici e il caldo – spiega Carpiniello –. Gran parte dei disturbi mentali ha una componente biologica e le alte temperature impattano sul sistema nervoso centrale. Per esempio, si verifica un’alterazione della comunicazione tra i neuroni, come all’interno di un circuito elettrico, e questo comporta un malfunzionamento». Tra i meccanismi fisiologici che potrebbero incepparsi ci sono la termoregolazione – e cioè la capacità del corpo di regolare la propria temperatura interna – e l’ idratazione. «Tutto questo può favorire il fenomeno della neuroinfiammazione, che, per intenderci, è stata osservata in malattie come la depressione».

Non tutti gli individui, però, corrono gli stessi rischi. E l’età è uno dei fattori determinanti. «Gli anziani e i bambini sono tra i soggetti più vulnerabili – spiega lo psichiatra –, ma anche persone che sono già in cura, per esempio, per depressione o bipolarismo. Anche disturbi come la psicosi – il più noto è forse la schizofrenia – peggiorano». La letteratura scientifica, però, ha ampiamente dimostrato anche l’aumento dell’incidenza dei tentativi di suicidio: le ondate di calore prolungate ne incrementano la frequenza. E i dati non sono confortanti. «È stato stimato che – continua il dottor Carpiniello – a ogni grado in più sul termometro corrisponde un incremento del due/tre per cento della mortalità legata ai suicidi. Va però detto che, in circa il 90% dei casi, quelle persone già soffrivano di un disturbo mentale». E sono appunto loro ad essere maggiormente esposte. «Chi soffre di un disturbo mentale – spiega – tende spesso a trascurarsi e quindi non segue le norme di protezione primarie».

Norme, però, che il medico consiglia a tutti e che sono quelle che normalmente vengono diffuse in ogni bollettino di allerta. Norme solo apparentemente banali. «Bisogna bere frequentemente, evitare di uscire nelle ore più calde e indossare abiti leggeri». Ma non solo. Il consumo di alcol non aiuta, così come l’abuso di sostanze. «L’alcol d’estate è un errore – dice il medico – perché come le sostanze stupefacenti o i farmaci – ma quest’ultima è una questione che riguarda noi medici che li somministriamo – possono impattare sui meccanismi di termoregolazione; la traspirazione naturale può subire una riduzione». E per quanto riguarda le ospedalizzazioni, Carpiniello ipotizza un aumento di ricoveri e interventi. «Siamo in un contesto climatico fuori dalla norma e viste le prolungate ondate di calore estremo dell’estate 2026, guardando anche ai dati del passato, stento a credere che non ci sarà un peggioramento».

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