La Nuova Sardegna

L’eroina torna a fare paura nel nord Sardegna: cresce il consumo tra i giovani

di Nadia Cossu
L’eroina torna a fare paura nel nord Sardegna: cresce il consumo tra i giovani

Michela Mecca, capo della Mobile: «Incremento costante che non va sottovalutato». Rispetto al passato cambiano le modalità: meno siringhe, viene fumata o inalata

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Sassari L’ombra dell’eroina torna a fare paura a Sassari e a testimoniarlo sono i sequestri in aumento e i nuovi consumi tra i giovani

Un tempo considerata una piaga confinata agli anni ’80 e ’90, l’eroina sta silenziosamente riconquistando spazio nel mercato degli stupefacenti del nord Sardegna. «Non si tratta di un’impennata drammatica o allarmistica – spiega il dirigente della squadra mobile di Sassari, Michele Mecca – ma di un incremento costante e fisiologico che merita stretta osservazione». Dopo un periodo di sensibile calo, la sostanza è infatti tornata a essere appetibile, intercettando nuove fette di consumo soprattutto tra le fasce più giovani.

Il riscontro della ripresa del mercato dell’oppiaceo risiede direttamente nelle attività di contrasto: l’aumento dei sequestri è lo specchio diretto di una domanda e di una circolazione in crescita e la cronaca recente ne offre testimonianze quotidiane. A metà agosto, per citare gli ultimi casi, una donna è stata fermata allo scalo marittimo di Porto Torres dalla squadra mobile con oltre 700 grammi di eroina (suddivisi in 66 ovuli ingeriti). Solo pochi giorni fa, invece, una vasta operazione antidroga dei carabinieri (“Replay”) nel centro storico di Sassari ha portato all’esecuzione di 16 arresti (tutti convalidati dal gip) e al sequestro di oltre cinque chili tra eroina e cocaina, oltre a 60 mila euro in contanti, a testimonianza di una piazza di spaccio particolarmente attiva. A 45 persone, inoltre, è stato notificato l’avviso di conclusione indagini con la contestazione del reato di detenzione e spaccio di droga.

Ma cosa c’è alla base del ritorno di una sostanza che si riteneva quasi tramontata? Le ragioni sono legate a dinamiche sociali e di consumo in forte evoluzione. Intanto il prezzo è più accessibile e consente anche a chi non ha disponibilità economiche di poterla acquistare. Lo conferma anche il dirigente della Mobile: «L’uso di eroina è aumentato ma c’è stata anche una trasformazione delle modalità di assunzione». Abbattuto il tabù e lo stigma della siringa, «oggi molti giovani scelgono di fumarla o inalarla». Modalità che riduce la percezione del rischio e del pericolo di dipendenza immediata, rendendo la droga apparentemente più “gestibile”.

In secondo luogo gioca un ruolo chiave la policonsumazione e il “taglio”. «L’eroina viene sempre più spesso mischiata alla cocaina per creare lo speedball (o speed) – spiega Mecca – miscela che bilancia l’effetto eccitante della cocaina con quello sedativo dell’oppiaceo». Infine, come spesso accade nel mercato degli stupefacenti, influisce una componente ciclica: «È una questione di “moda” – aggiunge il capo della Mobile – Sostanze del passato tornano a fare breccia attraverso nuovi canali di spaccio. Un tempo si sequestravano grossissimi quantitativi di ecstasy, oggi è stata soppiantata dalla cocaina».

Il fenomeno rimane sotto la lente degli investigatori: se da un lato non si registra una situazione d’emergenza imminente, dall’altro la guardia resta altissima per evitare che la piaga dell’eroina torni a radicarsi profondamente nel tessuto sociale del territorio.

Una cosa è certa: il mercato dell’eroina e degli oppiacei continua ad alimentarsi e a strutturarsi nel nord Sardegna e il canale principale è quello dei “corrieri ovulatori” e degli scali marittimi. I porti dell’isola – in particolare quello di Porto Torres – rappresentano uno dei punti d’ingresso strategici per l’approvvigionamento. Si tratta di una modalità che richiede un’organizzazione logistica consolidata a monte per l’ingaggio dei corrieri e la successiva distribuzione sul mercato locale.

I quartieri dello spaccio sono principalmente nel centro storico. A Sassari, il rione di San Donato e i vicoli del centro storico si confermano lo snodo principale per la vendita al dettaglio. La recente operazione “Replay” condotta dai carabinieri della sezione operativa della compagnia ha portato a perquisizioni capillari, a decine di arresti e al sequestro di rilevanti somme di denaro e dosi già confezionate.

I riscontri investigativi confermano quindi una fitta rete capillare capace di garantire sia la fornitura a consumatori abituali, sia l’offerta delle nuove miscele (come lo speedball) destinate alle fasce di età più giovani.


 

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