La Nuova Sardegna

Olbia

L’estate in città

Olbia, con le presenze turistiche aumentano anche i disagi: «Salvaguardiamo la qualità della vita»

Olbia, con le presenze turistiche aumentano anche i disagi: «Salvaguardiamo la qualità della vita»

L’architetto Fara interviene nel dibattito sul sovraffollamento: «Serve una gestione sostenibile»

3 MINUTI DI LETTURA





Olbia L’armonia sta cominciando a scricchiolare. La presenza massiccia dei turisti inizia a mettere a dura prova la pazienza dei residenti. Ne è convinto Giovanni Fara, architetto con un passato da amministratore, da sempre attento osservatore delle dinamiche olbiesi. «Il rapporto tra i residenti e il turismo si sta deteriorando per via del sensibile peggioramento della qualità della vita – dice Giovanni Fara –. Pertanto, senza interventi risolutivi, il disagio non tarderà a manifestarsi con pubbliche proteste». Un po’ come a Barcellona e Palma di Maiorca, insomma. Un ragionamento, quello dell’architetto, che per certi versi va d’accordo con quello di Fabio Fiori, il presidente dell’associazione degli albergatori che, sulle pagine de La Nuova, ha messo in evidenza l’esigenza di «governare» il boom turistico migliorando i servizi.

Fara prende come esempio proprio i casi di Barcellona e di Palma di Maiorca, dove i residenti sono addirittura scesi in piazza. A Olbia le barricate sembrerebbero essere ancora lontane, ma l’architetto vuole mettere comunque guardia: « Il sovraffollamento di una meta turistica, causato da un numero eccessivo di visitatori che supera la capacità di gestione sostenibile del territorio, crea un danno all’ambiente e ai residenti e trasforma il turismo da risorsa a problema sociale ed economico. La questione riguarda anche la Sardegna e in particolare la città di Olbia per la sua posizione e le molte problematiche territoriali».

L’architetto mette in fila quelli che, secondo lui, sono le problematiche principali. Si parte dal costo della vita. «L’aumento della domanda di beni e servizi – spiega Fara – ha comportato inevitabilmente il forte aumento dei prezzi, incidendo negativamente sul costo della vita, ormai insostenibile. Si può e si deve intervenire per limitare i danni, con un controllo capillare da parte delle autorità sanzionando gli abusi per ristabilire condizioni di normalità». Poi l’inquinamento acustico. «È uno dei problemi più gravi per la qualità della vita – prosegue l’architetto –. Qualche anno fa il consorzio dei commercianti del centro storico aveva avuto l’ottima idea di diffondere musica da un unica fonte, controllandone anche la qualità. Attualmente ogni bar e locale diffonde la propria musica creando solo chiasso. L’idea che la città turistica debba corrispondere a una movida rumorosa è un errore che danneggia l’immagine della città. La musica sparata con decibel insostenibili senza interruzione di continuità è sinonimo di poca sensibilità e mancanza di rispetto per chi ha anche il diritto al riposo».

Poi uno dei tasti più dolenti: il traffico. «La situazione è grave e di non facile soluzione, data la particolare struttura urbanistica della città con un porto al centro del golfo raggiungibile con un solo asse viario. In attesa del nuovo tunnel, occorrono soluzioni tampone per ridurre il disagio. Per esempio, la chiusura delle rampe di accesso alla sopraelevata ha favorito un miglior flusso delle auto in uscita dal tunnel e quindi anche dal porto». Infine le troppe barche in mare. «Si parla tanto di cafoni – conclude Fara –, in realtà è facile rientrare in questa categoria. Se si consente l’arrivo nell’isola di migliaia di barche e gommoni, non si può chiedere che vengano tenute all’ormeggio per evitare di danneggiare le calette. Il problema va risolto all’origine quantificando quante barche possono entrare in Sardegna in alta stagione». (d.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano

L’eroina torna a fare paura nel nord Sardegna: cresce il consumo tra i giovani

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative