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Ameba mangia-cervello, muore un adolescente: è il secondo caso fatale in pochi giorni – I sintomi

Ameba mangia-cervello, muore un adolescente: è il secondo caso fatale in pochi giorni – I sintomi

La causa è una rara infezione da Naegleria fowleri, un organismo presente soprattutto nelle acque dolci calde

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Raleigh Un forte mal di testa, poi il rapido peggioramento delle condizioni fino al coma. Moises Ponce Mendoza, adolescente della North Carolina, è morto lunedì 31 agosto dopo aver contratto una rarissima infezione provocata dalla Naegleria fowleri, organismo unicellulare conosciuto comunemente come «ameba mangia-cervello».

Il dipartimento della salute della North Carolina aveva reso noto il caso il 27 agosto, spiegando che un adolescente della parte centrale dello Stato era ricoverato in condizioni critiche. L’identità del ragazzo è stata resa pubblica dalla famiglia. Le autorità sanitarie stanno ancora cercando di stabilire dove sia avvenuta l’esposizione all’ameba.

La Naegleria fowleri vive soprattutto nelle acque dolci calde, come laghi, fiumi, stagni e sorgenti termali. L’infezione non avviene bevendo acqua contaminata: il pericolo si presenta quando l’acqua contenente l’ameba entra nel naso. Da qui l’organismo può raggiungere il cervello e provocare la meningoencefalite amebica primaria, indicata con la sigla Pam, un’infezione cerebrale estremamente rara ma quasi sempre mortale. Non è invece presente nell’acqua salata e il rischio non riguarda le piscine correttamente trattate e disinfettate.

I primi segnali della malattia possono essere mal di testa intenso, febbre, nausea e vomito. Con il progredire dell’infezione possono comparire rigidità del collo, convulsioni, alterazione dello stato di coscienza e coma. La malattia può evolvere molto rapidamente.

Secondo il racconto della madre, Monica Mendoza, i problemi del figlio erano cominciati con un forte mal di testa. Il 21 agosto lo aveva portato in un ospedale di Burlington, dal quale il ragazzo era stato dimesso. Le sue condizioni erano poi peggiorate e la mattina successiva la donna lo aveva accompagnato d’urgenza al pronto soccorso dell’University of North Carolina Hospital. Qui i medici avevano individuato l’infezione. Il ragazzo era stato ricoverato in coma e sottoposto alle cure, ma non è sopravvissuto.

Negli Stati Uniti la malattia resta eccezionale. I Centers for Disease Control and Prevention rilevano generalmente meno di dieci casi all’anno: dal 1937 al 2025 ne sono stati diagnosticati 180. Le infezioni sono state osservate soprattutto nei mesi più caldi e molte sono legate ad attività svolte in laghi e altre acque dolci.

La morte di Mendoza arriva nove giorni dopo un altro caso negli Stati Uniti. Il 22 agosto era morta in Louisiana Lillian Smart, una bambina di 8 anni colpita dalla stessa infezione. Secondo le autorità sanitarie locali, l’esposizione alla Naegleria fowleri sarebbe avvenuta con ogni probabilità mentre la bambina nuotava nel Lake Claiborne, nel nord dello Stato.

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