Traffico di droga in Gallura e Costa Smeralda, spunta l’ombra scura della mafia – La maxi inchiesta
Tra le carte un collegamento sospetto tra la banda di Palau e il mandamento di San Giuseppe Jato
Olbia L’ombra oscura della criminalità organizzata si allunga sulla maxi inchiesta della Procura di Tempio sul traffico di cocaina in Gallura e Costa Smeralda, che l’altro ieri ha portato gli agenti del commissariato di polizia di Porto Cervo ad arrestare 19 persone, di queste 13 in carcere e gli altri ai domiciliari. Tra le carte dell’inchiesta spunta un collegamento sospetto tra la banda di Palau e famiglie mafiose siciliane, mandamento di San Giuseppe Jato. Quello del clan Brusca alleato di Totò Riina. È tutto scritto, nero su bianco, nelle duecento pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal procuratore facente funzioni Alessandro Bosco.
Il riferimento al collegamento con famiglie di Cosa Nostra è espressamente indicato in uno dei due filoni dell’inchiesta gallurese, quello che ruota intorno a Ugo Demontis, 51 anni di Palau, indicato come una figura di spicco dell’organizzazione che gestiva il traffico di cocaina. Demontis – arrestato e ora in carcere – insieme a una altra persona residente a Palau, possessore di imbarcazioni, è indicato come uno dei presunti punti di riferimento del traffico. Il sodale, noto alla polizia per altre inchieste, non figura però nella lista nera delle misure cautelari, eppure sarebbe proprio lui il collegamento con le famiglie mafiose. Demontis e l’amico per la Procura sono comunque gli uomini che gestiscono il flusso di droga che arriva via mare dalla Toscana e dal Lazio a bordo di una barca. Prima tappa a La Maddalena dove la droga viene caricata su una seconda imbarcazione che fa la spola con Palau. Sempre secondo l’accusa all’attività di spaccio nel mercato gallurese provvederebbe una rete composta da almeno tre corrieri (uno di questi, Massimo Pirina, è finito in carcere, mentre un altro, Massimo Scotto, è ai domiciliari). La Procura di Tempio è arrivata alla conclusione che i proventi di questo traffico sarebbero stati reinvestiti in attività commerciali (bar e pizzerie) a Palau, gestiti da prestanome di origine romana.
Proprio alcuni bar e locali pubblici del centro gallurese ricorrono spesso nelle carte dell’inchiesta e risultano monitorati a lungo dagli investigatori, che hanno cominciato a passare al setaccio il mercato della droga di Palau principalmente dalla fine del 2024 ai primi mesi del 2025. È proprio da queste intercettazioni di polizia (sono documentate circa 500 cessioni di cocaina a Palau, per un valore di circa 500 mila euro) che si scoprono due realtà distinte del mercato della spaccio nel paese.
Il primo filone
Un primo filone è quello che riguarda appunto Ugo Demontis, la moglie Isabella Aquaviva (ai domiciliari) e Tomaso Orecchioni (in carcere), indicato come il contabile dell’organizzazione. Demontis e soci, veri e propri collettori, avrebbero utilizzato una rete di spacciatori per rifornire il mercato dello spaccio della Costa Smeralda (Silvio Siro Cocco, in carcere), di Arzachena (Carlo Borghetti, ai domiciliari) e di Santa Teresa (Michele Demontis, fratello di Ugo, ai domiciliari). Ugo Demontis tagliava e confezionava la droga in una “casetta di legno” (così veniva chiamata), nascosta dalla vegetazione, nel complesso del b&b gestito dalla moglie Isabella Aquaviva nella zona di San Giorgio, alla periferia di Palau.
Il secondo filone
Meno complicato il secondo filone d’inchiesta sulle attività di spaccio. È quello che fa riferimento a Massimo Pirina (in carcere), indicato come uno dei personaggi di spicco della rete. Sarebbe “l’uomo delle commissioni” in grado di procurarsi la droga da più fornitori nel territorio e rivenderla in proprio o attraverso spacciatori al dettaglio, cosiddetti “cavallini”. Insomma, due piste d’indagine distinte che però convergono nell’hub Palau che così fa prepotentemente il suo ingresso nella geografia della droga in Sardegna.
Gli interrogatori
Oggi 10 settembre intanto cominciano gli interrogatori delle persone indagate. Si parte da chi è sottoposto agli arresti domiciliari (Luciano Zola, Isabella Aquaviva, Massimo Scotto, Carlo Borghetti, Michele Demontis, Mario Franco Aresu). Domani gli interrogatori proseguiranno con gli arrestati in carcere (Ugo Demontis, Tomaso Orecchioni, Lorenzo Casu, Silvio Siro Cocco, Pietro Floris, Santino Mariani, Massimo Pirina, Andrea Pruneddu, Ruggero Bettarelli, Carlo Demontis, Emanuele Campus, Fabrizio Bua e Vincenzo Perra).
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