Garlasco e la prova nascosta che scagionava Stasi, Garofano: «Nessun depistaggio». I legali di Alberto: «Chiarezza subito, non accada mai più»
Il delitto di Chiara Poggi e l’esame sulla bici, gli avvocati dell’ex fidanzato accusano: «Pagina triste per la giustizia, si accertino le responsabilità»
Pavia L’ombra sul lavoro del Ris di Parma, la possibilità che l’innocenza di Alberto Stasi potesse essere dimostrata già nel 2007, un mese dopo il delitto di Chiara Poggi. L’ex generale Luciano Garofano è finito sotto attacco dopo le affermazioni della procura di Pavia ma si professa tranquillo. Sentito dalle agenzie e intervistato in televisione ha detto di escludere qualsiasi depistaggio. «Ho la certezza granitica di poter escludere qualsiasi manipolazione, qualsiasi depistaggio, qualsiasi accantonamento di atti che non era e non è nel nostro costume. Io metto la mano sul fuoco sull'onestà dei miei collaboratori che hanno eseguito quelle analisi».
L’esame sulla bicicletta di Stasi
Si tratta degli esami sui pedali della bicicletta bordeaux di Alberto Stasi. Pedali su cui ha indagato la difesa del condannato: i dati messi a disposizione del Ris di Parma nel novembre 2015 ai pm pavesi avrebbe dimostrato l'esistenza di due contro analisi che già il 20 settembre 2007, quattro giorni prima del fermo (non convalidato) dell'ex bocconiano, avrebbero dimostrato l'assenza di materiale genetico della vittima sui pedali. Di questi due campioni negativi - confermati anche dai consulenti della Procura di Pavia - non si avrebbe traccia nell'indagine della procura di Vigevano. Lo scambio di pedali tra la bici bordeaux e quella nera che una testimone vede davanti alla villetta di via Pascoli la mattina del delitto, sostenuta dalla parte civile, non ha mai trovato conferma nelle sentenze sui processi a Stasi, e la stessa procura di Pavia l'ha definita "una suggestione impercorribile", un "atto illogico e incongruente" quello di "far sparire una bicicletta perché utilizzata per un delitto, ma impiegare del tempo per smontare i pedali e rimontarli sulla bicicletta che verrà data in pasto agli inquirenti". Per Garofano «c'è un passaggio importante: tutte quelle analisi – messe in dubbio dalla Procura di Pavia che indaga sul delitto del 13 agosto 2007 – sono state fatte nel contraddittorio cioè alla presenza dei consulenti di parte, anche quelli di Alberto Stasi. Molti atti sono stati fatti nella più totale contestualità e altrimenti i risultati venivano mostrati ai consulenti quindi mi sembra difficile capire come possa essere avvenuto tutto questo». L'ex generale non ha dubbi: «Escludo categoricamente che da parte dei miei collaboratori che hanno fatto le analisi ci possa essere stata qualche irregolarità».
Gli avvocati di Alberto Stasi
Radicalmente opposta la posizione degli avvocati di Alberto Stasi, Giada Boccellari e Antonio De Rensis, che chiedono di accertare ogni responsabilità: «Quanto accaduto a Stasi non deve ripetersi». E poi aggiungono: «Si auspica che vengano accertate tutte le responsabilità». I due legali definiscono quella emersa come una «pagina triste per la giustizia», pur sottolineando che la possibilità di verificare nuovamente i fatti rappresenta un elemento importante.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
%20(1).jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=edb69e8)