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Manovra, Iva al 5% sugli affitti per gli under 35: come funziona e quanto si risparmia

Manovra, Iva al 5% sugli affitti per gli under 35: come funziona e quanto si risparmia

L’agevolazione riguarderebbe solo le locazioni soggette a Iva, mentre il Piano Casa punta a rendere disponibili 100mila alloggi in dieci anni

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Roma Il caro casa torna al centro del confronto sulla legge di Bilancio 2027. Tra le ipotesi allo studio del governo c’è anche una riduzione dal 10 al 5 per cento dell’Iva applicata a determinate locazioni residenziali, intervento inserito nel più ampio confronto sulle misure per facilitare l’accesso alla casa, soprattutto per le nuove generazioni. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha indicato questa possibilità tra quelle da valutare, compatibilmente con le risorse disponibili. Al momento, però, si tratta ancora di un’ipotesi e il suo perimetro dovrà essere definito nella Manovra. Un punto è fondamentale: non sarebbe un bonus generalizzato per chi paga un affitto. La grande maggioranza delle locazioni tra proprietari privati e inquilini non è infatti soggetta a Iva. L’eventuale riduzione interesserebbe soltanto i contratti nei quali l’imposta viene effettivamente applicata.

Gli effetti possono essere spiegati con un esempio. Su un canone imponibile di 800 euro al mese, con l’Iva al 10 per cento il costo complessivo è di 880 euro. Con l’aliquota al 5 per cento scenderebbe a 840: 40 euro in meno al mese e 480 euro nell’arco di un anno. Su un canone di 1.000 euro, la differenza salirebbe a 50 euro mensili, cioè 600 euro l’anno.

Si tratta però di risparmi teorici. Perché il taglio fiscale si traduca realmente in una minore spesa per l’inquilino, il beneficio dovrebbe riflettersi sul prezzo finale richiesto. Inoltre, chi paga per esempio 700 euro al mese a un normale proprietario privato non otterrebbe automaticamente alcun vantaggio dalla riduzione dell’Iva, proprio perché su quel contratto l’imposta generalmente non viene applicata.

La possibile agevolazione fiscale va poi distinta da un altro intervento sulla casa: il Piano Casa, diventato legge a luglio. Il programma punta a rendere disponibili 100mila alloggi popolari o a prezzi calmierati nell’arco di dieci anni. Una parte rilevante dell’intervento riguarda il recupero di circa 60mila abitazioni di edilizia residenziale pubblica oggi non assegnabili, per le quali sono previsti interventi di riqualificazione.

La logica è diversa da quella di uno sconto fiscale. Il Piano Casa punta ad aumentare nel tempo l’offerta di abitazioni accessibili, anche attraverso l’housing sociale e il coinvolgimento di capitali privati. Per il recupero dei 60mila alloggi popolari sono stati indicati 1,7 miliardi di euro, ai quali possono aggiungersi risorse provenienti dai programmi di rigenerazione urbana.

Il problema riguarda in particolare giovani lavoratori e studenti fuori sede. Con uno stipendio netto di 1.500 euro, un affitto da 700 euro assorbe quasi il 47 per cento del reddito mensile; con un canone da 900 euro si arriva al 60 per cento. Per uno studente, una stanza da 550 euro al mese significa invece una spesa di 6.600 euro l’anno, senza considerare utenze e altri costi.

Nel sistema fiscale esistono già specifiche detrazioni per gli inquilini. Per i giovani tra 20 e 31 anni non compiuti, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, l’agevolazione può essere riconosciuta per i primi quattro anni di locazione dell’abitazione destinata a residenza. Sono previste inoltre detrazioni specifiche per gli studenti universitari fuori sede.

Sono quindi strumenti da non confondere. Una detrazione riduce l’Irpef dell’inquilino; un’eventuale Iva più bassa potrebbe diminuire il costo soltanto di alcune tipologie di locazione; un alloggio a canone calmierato agisce direttamente sul prezzo; il recupero e la costruzione di nuove abitazioni servono invece ad aumentare l’offerta.

Ed è proprio questa la doppia partita sulla casa: alleggerire nel breve periodo il peso degli affitti e aumentare nel medio-lungo termine il numero degli alloggi disponibili. La riduzione dell’Iva, se entrerà effettivamente nella Manovra 2027, potrà incidere soltanto su una parte del mercato. Il Piano Casa punta invece a un intervento strutturale, con l’obiettivo dichiarato di 100mila abitazioni in dieci anni.

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