Madre e figlia avvelenate con la ricina: al setaccio 70 pc di una scuola – Il punto sull’inchiesta
Saranno esaminati per trovare eventuali ricerche, nell’istituto lavorava una docente vicina a Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime Antonella di Ielsi e Sara
Campobasso Oltre settanta computer di una scuola da passare al setaccio per capire se qualcuno li abbia utilizzati per cercare informazioni sulla ricina e, se quelle tracce esistono ancora, provare a stabilire quando siano state lasciate e chi fosse davanti allo schermo. È il nuovo fronte dell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate dalla ricina alla fine di dicembre 2025 a Pietracatella. La Procura di Larino ha disposto per martedì 13 ottobre una perquisizione informatica all’Istituto Agrario di Riccia, in provincia di Campobasso. L'operazione sarà eseguita dalla Squadra Mobile di Campobasso, diretta da Marco Graziano, insieme agli specialisti del Servizio Centrale operativo della Polizia di Stato. Gli accertamenti, come si legge nelle circa 8 pagine della notifica, interesseranno decine di dispositivi presenti nella scuola, dalle aule ai laboratori, compreso quello di chimica e quello adiacente alla serra, dove vengono conservati i semi e coltivate diverse piante, fra le quali si è già cercato – senza esito – quella del ricino. Se verranno individuati computer, supporti o dati pertinenti all’inchiesta, è previsto il sequestro dei dispositivi.
La domanda alla quale gli investigatori cercano una risposta è semplice soltanto in apparenza: da uno di quei computer qualcuno ha cercato la ricina, o sostanze compatibili con la sua estrazione dai semi? Per scoprirlo non saranno controllate soltanto le normali cronologie internet ma anche pagine visitate, download, file e dati eventualmente cancellati. Le verifiche riguarderanno anche l’eventuale utilizzo di sistemi di navigazione anonima e utilizzo di Tor Browser e di accessi al dark web.
Tra le parole di interesse compaiono ricina, veleno, ricino, semi di ricino e olio di ricino, ma anche termini molto più specifici come esano, solfato di ammonio e solfato di sodio, relative ai procedimenti di estrazione e trattamento della tossina. Non è accertato che dai computer dell'Agrario di Riccia siano partite ricerche sulla ricina: è proprio ciò che la perquisizione dovrà verificare. La scelta di questa scuola si inserisce però in un contesto preciso.
All’epoca dei fatti nell’istituto lavorava come docente di matematica una donna di Pietracatella molto vicina a Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara. È già stata ascoltata più volte dagli investigatori nell'ambito degli approfondimenti sui rapporti personali della famiglia, e messa a confronto diretto con Gianni in Questura a metà agosto. Nella stessa scuola lavora come tecnico di laboratorio anche il marito. Gli investigatori stanno lavorando da mesi su persone e relazioni precise, nel solco della cosiddetta pista passionale, nel tentativo di trovare riscontri ai sospetti maturati nel corso dell'inchiesta. Il filone informatico, del resto, è fondato anche su navigazioni e interrogazioni online relative alla ricina e ai veleni effettuate da persone non ancora identificate nelle quali si sono imbattuti gli inquirenti che finora hanno ascoltato oltre duecento persone, alcune più volte. Numerosi contenuti acquisiti riguardano in particolare Reddit, la piattaforma sulla quale sono comparsi post e discussioni sulla ricina, sulla sua reperibilità e sul suo possibile utilizzo. Per approfondire il filone delle ricerche online è stato chiesto anche il supporto dell’Fbi, la polizia federale statunitense. Ora si aggiunge questa perquisizione finalizzata a cercare tracce informatiche nella scuola di Riccia.
La notizia arriva all'indomani di una presa di posizione particolarmente significativa della procuratrice sull'ipotesi che Antonella e Sara possano essere rimaste vittime di un avvelenamento accidentale. «Stiamo raccogliendo tutti gli elementi di rilievo su tutte le piste possibili. Quella della accidentalità è, francamente, la più improbabile», ha dichiarato proprio la procuratrice titolare dell'inchiesta, che procede per duplice omicidio volontario aggravato (dall’uso del veleno). Una valutazione che assume peso alla luce delle recenti dichiarazioni degli esperti medico-scientifici. Martedì 13 una parte delle risposte di questo giallo “unico al mondo”, come è stato definito dal team tecnico della Procura, sarà cercata dentro oltre i computer di una scuola. Non soltanto per scoprire se qualcuno abbia cercato informazioni sulla ricina, ma, qualora una traccia venga trovata, per provare a darle un tempo, un luogo e un indirizzo web.
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