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Elezioni in Sardegna, si cambia: via i collegi, torna il listino

Elezioni in Sardegna, si cambia: via i collegi, torna il listino

Tre parlamentari su 15 saranno decisi dal premio di maggioranza

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Sassari Niente più collegi uninominali, un premio di maggioranza alla coalizione che arriva prima a livello nazionale con almeno il 42% in entrambe le camere e il ritorno, parziale, delle preferenze. Sono le tre novità principali della nuova legge elettorale che cambia, e non poco, gli scenari anche nell’isola. Intanto c’è un primo dato: la nostra Regione nella prossima legislatura avrà un deputato in meno. La colpa non è della modifica della legge elettorale ma una conseguenza del calo demografico.

La Sardegna eleggerà in tutto 15 parlamentari, dieci deputati e cinque senatori. Facendo un raffronto con gli eletti prima della modifica della Costituzione che ridusse di circa un terzo il numero dei parlamentari, i rappresentanti sardi alla Camera e al Senato sono diminuiti di ben dieci unità.

La nuova legge Si ritorna ad un sistema a base proporzionale. I seggi si dividono tra i partiti in base ai voti ricevuti. Come detto, chi arriva primo a livello nazionale con almeno il 42 per cento, sia alla Camera sia al Senato, ottiene un premio di 70 deputati e 35 senatori. Chi ottiene il premio non potrà avere però più di 220 deputati e di 113 senatori. Se nessuno raggiunge la soglia, il premio non scatta e non è previsto il ballottaggio. Ogni partito presenta liste di sette nomi: il capolista è bloccato e lo sceglie il partito, sugli altri sei l’elettore può esprimere fino a tre preferenze.

Nell’isola In Sardegna spariscono i sei collegi, quattro della Camera e due del Senato, in cui veniva eletto il candidato più votato. Otto deputati e quattro senatori sono assegnati con i voti dei sardi. Gli altri 3, 2 deputati e un senatore, sono la quota sarda del premio e vanno alla coalizione che vince nel Paese, qualunque sia il risultato nell’isola. Questi tre parlamentari sono scelti dalle coalizioni e inseriti in un listino senza preferenze. Devono essere candidati nelle liste dei partiti nell’isola. Se il premio scatta entrano con il listino, altrimenti possono essere eletti come capilista. Nel 2022 il centrodestra vinse tutti e 6 i collegi anche perché gli avversari erano divisi. Oggi Pd e M5S sono alleati e con le vecchie regole i collegi sarebbero andati con ogni probabilità a loro.

Gli scenari Fare i calcoli sui voti potenziali è sempre difficile. Applicando le nuove regole ai voti sardi del 2022, e sommando quelli di centrosinistra e M5S si ottengono tre ipotesi. Nella prima, con il premio al centrodestra, l’attuale maggioranza avrebbe sei deputati contro quattro e avrebbe poi tre senatori contro due. Nel secondo: con il premio al campo largo i numeri si invertono, sei deputati a quattro e tre senatori a due a favore del centro sinistra unito. Terzo scenario: nessuno raggiunge la soglia e tutti i seggi si dividono in proporzione. In quel caso il campo largo, sempre prendendo come riferimento le stime dei voti del 2022, otterrebbe cinque deputati e tre senatori, il centrodestra quattro e due; l’ultimo deputato sarebbe alla portata di una terza lista. Su tutto pesa però l’incognita di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che nel 2022 non era presente alla competizione elettorale.

L’analisi Per Abramo Garau, esperto in materia elettorale, la legge non rischia la bocciatura della Consulta relativamente alle regole sull’attribuzione dei seggi. Il premio «è una questione già esaminata» dalla Corte, che lo ha ritenuto ammissibile purché non sia sproporzionato, e questo è il «più basso» tra quelli previsti finora. La nuova legge favorisce il centrodestra? «Assolutamente no – risponde – Se nel 2022 ci fosse stata questa legge il centrodestra avrebbe preso 15 parlamentari in meno a livello nazionale». E il campo largo? «Se resta unito, può tranquillamente vincere le elezioni e a quel punto potrebbe anche ringraziare Giorgia Meloni, perché questa legge gli consentirebbe di governare serenamente per 5 anni».

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