L’edicolante prestato ai romanzi: Totoni Manca dà voce a Orgosolo
Dall’ovile ai cantieri, poi la vendita di giornali: ora esce con un tris di libri
Orgosolo «Racconto quello che ricordo e quello che ho conosciuto. Le luci e le ombre». Totoni Manca ha sempre avuto la passione per la scrittura. Fin da ragazzino. Anche quando andare a scuola era una fatica per l’intera famiglia e lavorare per campare era l’unico imperativo senza fronzoli e senza età. «Cada die v’aiada netzessidade» dice. «C’era il bisogno, ogni giorno». Nessuna velleità letteraria, ma tanta, tanta voglia di raccontare la vita mettendo nero su bianco. Orgolese classe 1947, Antonio Maria alias Totoni Manca, è l’edicolante storico del paese del Supramonte.
Padre pastore, madre massaja, ha lavorato in campagna, in ovile, ha fatto il manovale, poi il muratore. «Nel 1989 abbiamo aperto l’edicola di via Rinascita. Ora sono in pensione» racconta, come a voler sottolineare che adesso ha finalmente tutto il tempo che vuole da dedicare alla scrittura e ai suoi libri. Autodidatta, self publisher si dice nel mondo globalizzato, Totoni Manca ha pubblicato una decina di libri in tutto, il suo primo romanzo è uscito nel 1992 tirandolo fuori da un vecchio cassetto, visto che l’aveva scritto già nei primi anni Settanta.
L’esordio “Gente di Orgosolo”: questo il titolo dell’esordio. Un piccolo grande caso editoriale tutto barbaricino, stampato e ristampato in più occasioni. Scritto in italiano, ora torna in distribuzione «in limbazu orgolesu», sempre con i disegni di Pasquale Buesca, la prima introduzione di Paolo Pillonca e una nuova “presentada” di Bannadria Piredda. Racconta la vita, le tradizioni e i volti del paese, tra memorie e mille aneddoti. Sparsi qua e là anche nelle altre due opere che l’autore orgolese cala tra le ultimissime novità editoriali di questi giorni: con “Zente de Orgosolo”, infatti, arrivano anche i nuovi romanzi “Radici di vita. Viaggio tra le vicende di una famiglia comune” e “Il passo interrotto del destino. Un amore spezzato tra la Sardegna e l’Oriente”, dedicato alla moglie Natalina, ai figli, ai nipoti, a Orgosolo, alla Barbagia, a Nuoro. E a Nuoro è ambientato, in parte, primi anni Duemila... Un tris di romanzi che vanno così ad arricchire il curriculum di Manca, che conta anche i titoli “Dietro i fili della memoria”; “In viaggio”; due versioni di “In Orgosolo”, anni ‘50 e anni ‘80; “Un filo di luce”; “Luci oltre il morbo”...
Gli stimoli «Ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno sempre incoraggiato a scrivere» spiega Antonio Maria Manca. «Pillonca, per esempio, ma anche Gianni Filippini, Giovanni Lilliu, Giovanni Mameli, Gianni Pittitu, Enzo Espa, Gianfranco Pintore». «Loro mi hanno spronato a continuare» dice. «I miei romanzi nascono dalla vita e dalla memoria – va avanti –. Racconto la Sardegna che ho conosciuto, i periodi di miseria, il lavoro pesante e i sacrifici, quando per molte famiglie vivere significava semplicemente sopravvivere. Racconto il pastore, il contadino, il lavoratore, le persone che affrontano la fatica ogni giorno». Totoni Manca usa carta e penna. Il manoscritto passa poi al computer grazie al compare e al figlio, Tore, che si occupa anche della veste grafica. «Ci sono stati successi e insuccessi – ricorda Totoni –, momenti di gioia e di dolore, periodi di difficoltà e periodi di progresso». «C’è stata la solitudine – riprende l’edicolante scrittore –, ma ci sono state anche l’unione delle famiglie e della comunità intera. Valori che hanno accompagnato tante generazioni e che, nonostante i cambiamenti della società, continuano ad avere un significato profondo».
I messaggi «Sono proprio i cambiamenti della società che voglio osservare attraverso i miei romanzi. L’amore, per esempio, rimane il sentimento che può unire le persone e le famiglie, soprattutto quando si ricordano i dolori causati dalle guerre e le sofferenze del passato. La voglia di pace diventa così ancora più sentita e importante. Ecco perché è importante raccontare quei tempi andati. Molti erano analfabeti, ma nessuno veniva lasciato solo. Le famiglie erano numerose, i vicini di casa si aiutavano a vicenda nei momenti difficili. C’erano solidarietà e rispetto, fede e speranza. Ecco: oggi più che mai è fondamentale che nessuno perda la speranza. E nessuno deve dimenticare le proprie radici». Parola di Totoni, Totoni Manca scrittore orgolese. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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