La Stampa Usa a Washington: «Una scuola di formazione per i giornalisti italoamericani»
Il presidente del gruppo Sae Alberto Leonardis presenta il progetto al gala della Niaf
Inviato a Washington Il viaggio de La Stampa Usa trova un altro porto dove attraccare. Dopo i giorni di New York, questa volta tocca alla capitale, Washington. E qui la nostra testata raccoglie l’abbraccio della Niaf, la National american italian foundation, la più grande associazione a raggruppare la comunità degli italiani negli States. Il gran gala, giunto alla 51ª edizione, e tornato per l’occasione dopo il successo di pubblico dello scorso anno – quando si toccò lo storico traguardo dei 50 anni dalla nascita – è il più che degno e prestigioso banco per salutare la stretta di mano e la partnership fra La Stampa Usa e la Niaf.
Nelle sale dell’Hilton Hotel lungo Connecticut Avenue nel cuore di Washington, dunque il Gruppo Sae fa un altro passo per rafforzare il legame fra le due sponde dell’Atlantico e dare voce e spazio alle storie e ai racconti degli americani d’Oltreoceano e degli italiani. David Allegrini, presidente del Niaf, ricorda l’importanza di avere uno strumento come il portale de La Stampa Usa a disposizione. Ne sottolinea il fatto che sia in inglese e ricorda di come la “voglia di Italia” sia forte anche nelle nuove generazioni, figli e nipoti o ben oltre dei primi pionieri dell’immigrazione, che non parlano la nostra lingua. Così è l’inglese il volano, il ponte per evitare che la lost in translation diventi la scusa o la causa del distacco fra gli immigrati e la terra d’origine dei loro bisnonni. È un tema ben presente e noto questo fra i circa 20 milioni di italo americani.
Il presidente del Gruppo Sae, Alberto Leonardis, ha ripercorso brevemente la genesi del progetto e di come sin da quando La Stampa Usa è stata pensata «abbiamo deciso di portare avanti questo nostro progetto con la Niaf».
«Voi – ha detto a una platea molto attenta nella Jefferson East Room – sarete il nostro punto di riferimento per conoscere meglio la comunità italoamericana e gli Stati Uniti. Noi cercheremo di raccontare al meglio il nostro paese ma soprattutto il sistema imprenditoriale del nostro paese».
Quindi il programma, già chiaro negli obiettivi e le tappe: «Faremo tre grandi eventi all’anno che faranno crescere le sinergie tra tutti». A sostegno e per sostenere gli investimenti diventa chiave l’intesa siglata martedì sera a New York durante l’evento del lancio ufficiale della testata on line, fra Sae e Sace, l’agenzia italiana per il credito all’export che offre garanzie finanziare per sostenere l’export e la crescita delle imprese italiane. «Questa supporterà anche gli investimenti degli imprenditori italoamericani in Italia».
Poi l’annuncio della nascita di una scuola di formazione al “Giornalismo del futuro” rivolto ai giovani italoamericani. «Parte di loro saranno anche i nostri futuri giornalisti», ha concluso il presidente del Gruppo Sae.
Il direttore editoriale e responsabile di La Stampa Usa, Maurizio Molinari, ha ribadito il senso del progetto – sostenuto da Banca Intesa San Paolo e da Bonifiche Ferraresi – definendola «una finestra sugli Usa per gli italiani» e al tempo stesso un palcoscenico per gli italoamericani che vogliono raccontarsi in inglese all’America, raccontare le loro comunità, i loro valori, la loro storia e anche i loro sogni.
Quindi, mentre sul grande maxischermo scorrevano le immagini del sito e della newsletter che chiunque può ricevere gratuitamente (così come l’accesso al portale free) ha spiegato che ci saranno due redazioni, una a Torino e una a New York. E proprio nei giorni scorsi a Manhattan il management del gruppo ha visitato gli uffici de La Stampa Usa inaugurati con un brindisi a Palazzo di Vetro. Bureau Chief è Valeria Robecco.
«Sono molto contento come presidente del Niaf di avere questo partnership con La Stampa», ha chiuso Allegrini. Il motivo, ha proseguito è che la maggioranza degli italo-americani purtroppo non ha avuto l’occasione di imparare la lingua, ma ha sempre un grande interesse nell’Italia».
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