La Nuova Sardegna

Contro lo spopolamento

La Regione dà 30mila euro ai sardi che tornano: «Noi emigrati ma residenti nell’isola, non escludeteci dal bando» – La storia

di Paolo Ardovino
La Regione dà 30mila euro ai sardi che tornano: «Noi emigrati ma residenti nell’isola, non escludeteci dal bando» – La storia

Il piano per il rientro dei giovani over 40: Alberto Faedda e la moglie Virginia, di Bonorva, vivono a Roma dal 2015 e sarebbero pronti a rientrare

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Marito e moglie si sono guardati negli occhi e si sono presi per mano: «È fatta, possiamo finalmente tornare». Poi hanno letto meglio i criteri per partecipare al bando. «No, siamo tagliati fuori».

Con una delibera promossa dall’assessorato alla Sanità e da quello al Lavoro, quindi dalla presidente Alessandra Todde insieme all’assessora Desirè Manca, la Regione ha proposto un piano di rientro per i giovani under 40. Un programma che per ora è triennale e «sperimentale», con 8 milioni di fondi per il 2026 e 24 milioni l’anno per il 2027 e il 2028. La misura punta a favorire il trasferimento con un incentivo economico una tantum per porre le basi a una futura (nuova) vita in Sardegna. Si parla di 20mila euro ma si arriva a 30mila se ci si trasferisce in un piccolo centro con meno di 5mila abitanti. L’avviso si rivolge a persone fino a 40 anni, non residenti in Sardegna, che si impegnino a trasferire la residenza nel territorio regionale entro sei mesi. E qui è crollato il castello di sogni di Alberto Faedda, 38enne, e della moglie Virginia, entrambi di Bonorva.

«Inizialmente abbiamo accolto con grande entusiasmo e speranza l’annuncio della presidente Todde. Una misura lodevole, che va esattamente nella direzione che noi e tante altre famiglie come la nostra attendevamo da tempo». Però dopo le prime righe, la doccia gelata. «Già, perché viviamo a Roma ormai da undici anni, ma per tutto questo tempo abbiamo lasciato la nostra residenza in Sardegna».

È la storia di due sardi lontani da casa dal 2015, ma non per l’ufficio anagrafe. E perciò, secondo le prime linee rese note, non potranno fare domanda per ricevere l’incentivo. Un cortocircuito «dato che produciamo ricchezza fuori e il nostro sarebbe a tutti gli effetti un ritorno». Ma, stando alle indicazioni sui criteri, è fondamentale proprio che si tratti di sardi non più residenti in Sardegna. La misura punta proprio a contrastare lo spopolamento iscrivendo nuovi abitanti. «Non abbiamo mai cambiato residenza per un motivo molto semplice – spiega Alberto –, fino all’anno scorso, la continuità territoriale aerea era riservata ai soli residenti nell’isola. E noi torniamo spesso da Roma, in un anno capita di prendere anche dieci voli. Non potevamo perdere questa agevolazione. Altrimenti avrei già spostato la residenza a Roma da tempo. Anche perché è un disagio per tutto: devo viaggiare per votare, per rifare la carta d’identità e altre piccole cose».

Alberto Faedda è autista di un’azienda di trasporti e ogni giorno si muove nella giungla del traffico romano. «L’impatto è stato incredibile, ho imparato le strade così, sul pullman». Alla lunga, Roma ti logora. «In questo periodo stavamo pensando di tornare a vivere nella nostra isola. Qui il costo della vita è alto, comprare casa è impossibile». Con 20mila euro in tasca, sarebbe stato anche meglio.

Molti sardi si trovano in questa situazione, fa notare il 38enne: «Infatti faccio un appello alla Regione: nel redigere l’avviso pubblico definitivo, si tenga conto della sostanza e non solo della forma anagrafica. Si dia la possibilità di dimostrare l’effettiva permanenza fuori regione tramite la documentazione lavorativa e abitativa. Sarebbe una beffa se un’iniziativa nata per far rientrare i sardi finisse per penalizzare proprio chi da anni sogna soltanto di poter tornare a casa»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Infratrutture

La Sardegna connessa a metà, corre veloce la fibra ottica ma il telefono non prende: tutti i dati

di Francesco Zizi
Le nostre iniziative