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Sassari, diga di Bunnari: 7,4 milioni appesi a un filo

di Giovanni Bua
Bunnari la diga fu collaudata nel 1880
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Bunnari la diga fu collaudata nel 1880

Il progetto Pnrr rischia il definanziamento, il Comune non può coprire i costi

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Sassari Il progetto più a rischio resta la diga bassa di Bunnari: 7,4 milioni di finanziamento, pagamenti al 9,2 per cento e nessuna copertura comunale sufficiente a completare l’intervento se dovessero saltare le risorse. È il nodo più delicato del quadro sui cantieri del Pnrr illustrato dall’assessore al Bilancio Giuseppe Masala nell’ultimo in consiglio comunale, rispondendo a un’interpellanza della consigliera Alessandra Corda di Sardegna al Centro 20Venti.

Due altri interventi importanti, quelli dell’ex Colonia campestre di via Zara, hanno invece ottenuto una proroga al 31 dicembre 2027.

La diga A Bunnari la partita riguarda la dismissione della vecchia infrastruttura di fine Ottocento e le opere necessarie a garantire la sicurezza idraulica dell’area. Il percorso progettuale aveva individuato un’alternativa alla demolizione integrale: un tunnel per consentire lo sfogo delle acque in caso di piena, accompagnato da nuovi argini di contenimento. Una soluzione pensata per conciliare la messa in sicurezza con la tutela storica e ambientale del sito.

L’iter aveva già superato la conferenza di servizi sul progetto definitivo, aggiornato sulla base delle prescrizioni degli enti coinvolti e trasmesso alla società Rina Check per la verifica. Ma quei passaggi non hanno chiuso la questione del finanziamento.

Nell’aggiornamento fornito in aula, Masala ha riferito che sono state completate le attività di monitoraggio e le ulteriori indagini geognostiche, mentre si attendono ancora i risultati dell’Arpas. Il Comune ha inoltre chiesto al ministero una riconversione del finanziamento, senza aver ricevuto risposta.

Fondi È su questo punto che si concentra la preoccupazione: Palazzo Ducale non dispone di un accantonamento sufficiente a sostituire i 7,4 milioni eventualmente perduti. Sullo stesso sito è stato assegnato anche un finanziamento ministeriale distinto, da un milione, destinato alla mitigazione del rischio frana collegato alla dismissione della diga. Risorse per un intervento specifico, che non risolvono l’incognita sulla copertura.

L’ex Colonia Una prospettiva diversa si apre invece per i due cantieri dell’ex Colonia campestre. La proroga al 31 dicembre 2027 consente di proseguire l’ampliamento e la ristrutturazione dell’ex sede dei Servizi sociali, per 8 miloni e il recupero dell’edificio vincolato, per 6,6. Sono i due interventi principali del piano di riqualificazione del compendio avviato dalla giunta Campus, che comprende anche il recupero dell’ex circoscrizione e spazio per eventi, e del giardino-uliveto.

Ostacoli I due edifici avevano incontrato ostacoli differenti. Per quello vincolato, destinato a uffici e attività pubbliche, sull’avvio del cantiere avevano pesato prima la presenza di occupanti abusivi, poi sistemati in un altro alloggio comunale, e successivamente l’impossibilità di rispettare la scadenza Pnrr.

Per l’ex sede dei Servizi sociali, invece, il Comune aveva risolto il contratto contestando gravi inadempimenti all’impresa aggiudicataria. La nuova scadenza restituisce un orizzonte ai lavori. Le somme comunali accantonate per fronteggiare un eventuale definanziamento restano disponibili, ma potrebbero essere liberate.

Gli altri cantieri Restano aperti anche altri cantieri. Per la palestra di via Kennedy, finanziata con 5.137.000 euro, Masala ha riferito che è stato liquidato oltre il 30 per cento dei lavori. Nel palazzo di corso Vittorio Emanuele 136 il cantiere, sospeso in agosto per problemi strutturali, dovrebbe riprendere a novembre dopo una variante progettuale. Prosegue infine l’intervento di via delle Muraglie, da 303.000 euro. Per nessuno dei progetti illustrati come critici, ha precisato l’assessore, è arrivata finora una comunicazione definitiva di perdita delle risorse.

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