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Lega, Salvini rieletto con il 76%: stop ad armi e soldi all’Ucraina, scontro con i giornalisti

Lega, Salvini rieletto con il 76%: stop ad armi e soldi all’Ucraina, scontro con i giornalisti

Garavaglia ottiene 146 voti contro i 465 del segretario. Cambia il simbolo del partito, mentre Ordine e Stampa parlamentare contestano gli attacchi ai cronisti

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Milano Matteo Salvini conserva la guida della Lega, ma dal congresso straordinario arriva anche una misura del consenso raccolto dallo sfidante: 465 voti al segretario uscente, 146 a Massimo Garavaglia. Sui 611 delegati che hanno votato, le percentuali sono rispettivamente del 76% e del 24%.

La conferma si accompagna a un cambiamento nell’immagine del partito: nel nuovo simbolo presentato al congresso, la scritta «Lega Italia Federale» prende il posto del riferimento a «Salvini premier». Il leader ha inoltre proposto una segreteria politica.

Lo scontro con la stampa

A segnare la giornata è stata anche la polemica sull’accesso dei giornalisti alla sala dei delegati. Prima del voto Salvini ha insultato alcuni cronisti, definendoli «servi», e ha rivendicato la richiesta agli organizzatori di tenerli fuori dalla sala. Dopo la rielezione ha nuovamente attaccato le testate che, a suo giudizio, antepongono l’ostilità verso la Lega al racconto dei fatti.

Il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli ha replicato accusando il vicepremier di dividere la categoria tra amici e servi e chiedendogli di ritirare gli insulti. Anche l’Associazione stampa parlamentare ha espresso sconcerto per l’esclusione dei colleghi accreditati, richiamando il ruolo del giornalismo come servizio pubblico ed esercizio di un diritto costituzionale.

La linea sull’Ucraina e il rapporto con gli alleati

Sul piano politico, Salvini ha chiesto al congresso un mandato per portare in Consiglio dei ministri la contrarietà a nuovi invii di denaro e armi all’Ucraina. Ha rivendicato il sostegno dato finora al Paese aggredito, sostenendo però la necessità di concentrare gli sforzi sulla diplomazia.

Nel centrodestra il segretario punta a riportare la Lega almeno al secondo posto della coalizione e respinge il ruolo di alleato subordinato. Tra le priorità indicate figurano il superamento della legge Fornero e la flat tax. Ha inoltre definito un errore la partecipazione al governo Draghi, assumendosene la responsabilità.

Garavaglia: lavorare insieme senza ignorare le differenze

Lo sfidante considera positivo il risultato ottenuto, che descrive come vicino al 25%, e assicura collaborazione. La candidatura, ha spiegato, serviva a rappresentare sensibilità differenti presenti nel movimento.

Prima del voto Garavaglia aveva sollecitato un’inversione di rotta rispetto all’andamento dei consensi, sostenendo che le singole misure economiche non bastino a rilanciare il partito. Aveva inoltre escluso l’estrema destra dal patrimonio politico della Lega e promesso, in caso di vittoria, una gestione senza ritorsioni.

Salvini ha invece denunciato i tentativi di boicottare gli appuntamenti del movimento e annunciato intransigenza verso gli eletti che non versano i contributi dovuti al partito.

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