La Nuova Sardegna

L’aggravante

Femminicidio Giulia Tramontano, riconosciuta la premeditazione per Impagnatiello: «Personalità orribile»

Femminicidio Giulia Tramontano, riconosciuta la premeditazione per Impagnatiello: «Personalità orribile»

Una decisione arrivata nell’appello bis, dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale

4 MINUTI DI LETTURA





I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Milano hanno riconosciuto l’aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello accusato dell’omicidio della compagna Giulia Tramontano, uccisa quando era incinta di sette mesi del loro figlio Thiago. Una decisione che arriva nell’appello bis, dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale di rivalutare l’aggravante riconosciuta in primo grado e poi esclusa nell’appello, e che comporta un “isolamento diurno di tre mesi” sulla condanna dell’ergastolo. Tra 45 giorni le motivazioni. Applauso dei familiari della vittima dopo la sentenza.

La ventinovenne fu colpita con 37 coltellate la sera del 27 maggio 2023 mentre si trovava nell'appartamento a Senago, alle porte di Milano, dopo che aveva scoperto la relazione parallela del compagno con un'altra donna. Le indagini mostrarono che il barman le aveva già somministrato - almeno da dicembre secondo l’autopsia -, del veleno per provocarle un aborto, oltre che organizzato il tutto anche qualche settimana prima dell’omicidio. Nessuna reazione dell'imputato alla lettura del verdetto.

Le parole della pg di Milano: «Impagnatiello personalità orribile»

Oggi 26 ottobre la Pg di Milano Maria Pia Gualtieri ha affermato che Alessandro Impagantiello «ha avuto tutto il tempo di tornare sulla sua decisione e invece volontariamente vuole la morte di Giulia Tramontano». Si ricordi che l'aggravante della premeditazione era stata esclusa dai giudici della Corte d'Assise d'Appello. Per la rappresentante della pubblica accusa l'imputato, presente in aula, seduto in prima fila, a pochi passi di distanza dai familiari della vittima, «quando ha avuto contezza di essere stato sbugiardato» da Giulia e dall'altra donna, ciascuna inconsapevole dell'esistenza dell'altra, mette in atto il suo proposito. «La cifra dell’imputato è la menzogna nella vita e nel processo. Non badate alle parole, ha diritto di difendersi, ma ciò che conta sono le sue azioni». Poche ore prima dell'omicidio fa la ricerca internet “ceramica bruciata vasca da bagno” perché sa che «vuole uccidere Giulia e bruciarne il cadavere», copre il divano, invia un messaggio alla compagna per depistare.

Quella di Impagnatiello è «una personalità veramente orribile»: avvelena con un topicida «la donna che si doveva fidare di lui, con la quale condivideva il talamo» che portava in grembo Thiago. «Questa condotta mostra che non c'è solo premeditazione nel giorno del delitto, ma una perseveranza" nella «volontà di farle del male, ledere o uccidere. La premeditazione, questo dolo si esprime nella massima intensità già da dicembre, da allora inizia questa volontà omicida». Per la pg Gualtieri «non si può dare spazio e credito all’imputato, da sempre aduso alla menzogna e che ha sempre ingannato tutti costruendo un castello di bugie, mentendo agli inquirenti». Per questo la pubblica accusa chiede di riconoscere l'aggravante della premeditazione, che non incide nella condanna all'ergastolo che Impagnatiello sta scontando in carcere.

La sorella di Giulia Tramontano: «Marcisca in galera»

«Mi dispiace dover essere grata alla giustizia per aver fatto il suo corso, perché purtroppo nessuno garantisce a una vittima che, dopo tre anni, ci sia una giustizia vera. In questo caso, per Giulia, c'è stata». Lo afferma Chiara Tramontano, sorella di Giulia, dopo la sentenza d'appello bis che ha riconosciuto l'aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello, condannato all'ergastolo - a cui si aggiungono «tre mesi di isolamento diurno»- per l'omicidio del 27 maggio del 2023 a Senago. Parola pronunciate dopo aver applaudito al verdetto e con accanto la mamma Loredana Femiano e il fratello Mario.

«C'è una netta distinzione tra la famiglia di Giulia e quella dell'imputato. Noi siamo venuti in quest'aula sempre nel rispetto di tutti. Siamo entrati a testa bassa, noi che siamo le vittime di un omicidio assurdo. Non abbiamo mai alzato la voce, non abbiamo mai anteposto i beni della nostra famiglia a quelli degli altri» aggiunge. «Vederlo oggi in aula, con la sua spavalderia...Pensare che mia sorella abbia condiviso la sua vita con una persona così, che lui abbia avuto il privilegio di finire la vita con mia sorella e lei ha avuto la sfortuna di incontrarlo, è una cosa che mette i brividi» dice con la voce rotta dall'emozione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Serie C

Torres, gravissimo infortunio per Mastinu: la carriera potrebbe essere finita – Cosa è successo

di Andrea Sini
Le nostre iniziative