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Partite Iva, versamento del secondo acconto: scadenza, come si paga e come calcolare l’importo

Partite Iva, versamento del secondo acconto: scadenza, come si paga e come calcolare l’importo

L’erogazione consente di anticipare le imposte dovute per l’anno fiscale in corso

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Sassari Il 30 novembre è il termine previsto per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi per i titolari di partita Iva, un pagamento che consente di anticipare le imposte dovute per l'anno fiscale in corso, calcolate sulla base del reddito atteso o dei risultati dell'anno precedente. Il versamento deve essere effettuato, salvo alcune eccezioni, in un'unica soluzione.

Chi deve versarlo

L'obbligo riguarda le persone fisiche titolari di partita Iva, le società di persone e i soggetti assimilati, oltre ai contribuenti soggetti all'Ires. Sono quindi interessati lavoratori autonomi, liberi professionisti, imprese individuali e società. La scadenza coinvolge anche chi applica il regime forfettario. Sono esclusi, invece, i contribuenti e le aziende che devono versare un'imposta inferiore alla soglia minima prevista dalla legge e coloro che hanno avviato l'attività nel corso del 2026.

Quali imposte e contributi rientrano nel pagamento

Il secondo acconto comprende l'Irpef oppure, per chi aderisce al regime forfettario, l'imposta sostitutiva. Possono rientrare nel versamento anche i contributi previdenziali e l'Irap, quando dovuta. Per chi esercita un'attività d'impresa o di lavoro autonomo, l'importo corrisponde generalmente alla seconda rata dell'acconto complessivo determinato in sede di dichiarazione dei redditi.

Come si calcola l'importo da versare

Per stabilire la somma da pagare tramite modello F24 sono disponibili due criteri di calcolo: il metodo storico e quello previsionale.

  • Metodo storico: il calcolo parte dall'imposta complessivamente dovuta per l'anno precedente. L'acconto corrisponde al 100% dell'importo di riferimento, suddiviso tra il primo e il secondo versamento.
  • Metodo previsionale: l'importo viene determinato sulla base del reddito che si stima di conseguire nell'anno in corso. Questa modalità può risultare utile quando si prevede una diminuzione del fatturato o un aumento delle spese deducibili.

Il metodo previsionale richiede particolare attenzione. Se la stima del reddito è troppo bassa e il contribuente versa un acconto inferiore a quello effettivamente dovuto, l'Agenzia delle Entrate può applicare sanzioni amministrative per omesso o insufficiente versamento.

Secondo acconto, perché non si può pagare a rate

A differenza del saldo e del primo acconto, per i quali è possibile ricorrere alla rateizzazione secondo le regole previste, il secondo acconto deve essere pagato generalmente in un'unica soluzione entro la data di scadenza. Restano possibili eventuali deroghe straordinarie, comprese quelle destinate a determinate categorie di persone fisiche e contribuenti forfettari che rispettano specifici limiti di ricavi, qualora siano previste dalla legislazione fiscale.

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