Garlasco, le accuse a Sempio: crudeltà e odio dopo un rifiuto, Chiara colpita anche incosciente
La Procura indica almeno dodici lesioni al cranio e al volto. La difesa annuncia la richiesta di sospendere il procedimento
Pavia L’aggressione sarebbe proseguita anche quando Chiara Poggi aveva ormai perso conoscenza. È uno dei passaggi centrali della ricostruzione con cui la Procura di Pavia sostiene l’accusa di omicidio aggravato nei confronti di Andrea Sempio. Due le aggravanti contestate: crudeltà e motivi abietti, confermate nella richiesta di rinvio a giudizio annunciata martedì 3 novembre.
La prima viene motivata con la violenza dell’azione, il numero e la gravità delle ferite: i magistrati indicano almeno dodici lesioni al cranio e al volto. I motivi abietti sono invece ricondotti al presunto movente: secondo l’accusa, Sempio avrebbe agito per l’odio seguito al rifiuto di un suo approccio sessuale. È la tesi dei pm, che dovrà essere valutata dal giudice.
Il capo d’imputazione descrive una sequenza iniziata con una colluttazione e proseguita con ripetuti colpi inferti usando un corpo contundente. Chiara sarebbe caduta a terra e sarebbe stata trascinata verso l’accesso alla cantina. Mentre cercava di reagire mettendosi carponi, avrebbe ricevuto altri tre o quattro colpi alla testa, perdendo i sensi. Secondo la Procura, il corpo sarebbe stato poi spinto lungo le scale: qui l’aggressione sarebbe continuata con almeno altri quattro o cinque colpi, nonostante la giovane fosse già incosciente. Le lesioni ne avrebbero provocato la morte.
La difesa respinge le accuse e sottolinea che le contestazioni erano già note. «Non c’è nulla di nuovo, nulla di inatteso», ha dichiarato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme ad Angela Taccia. Attraverso i legali, Sempio si è detto pronto ad affrontare questa fase e convinto che sarà dimostrata la sua innocenza. ilgiorno.it
Una volta fissata l’udienza preliminare, i difensori chiederanno la sospensione del procedimento, prospettando, se necessario, anche una questione di legittimità costituzionale. Il loro obiettivo è attendere la definizione dell’eventuale revisione della condanna di Alberto Stasi, la cui istanza non è ancora stata presentata.
Per l’omicidio del 13 agosto 2007 Stasi è stato condannato definitivamente a sedici anni. Sulla richiesta di mandare a processo Sempio dovrà ora pronunciarsi il giudice dell’udienza preliminare.
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