Morbillo, morto un bambino negli Usa. Vaccinazioni in calo in tutto il mondo – Il quadro
Negli Stati Uniti è in corso la più grave epidemia degli ultimi decenni: quasi 5000 i casi in un anno
Una malattia che sembrava ormai sotto controllo torna a fare paura. Nello Stato di New York un bambino è morto dopo aver contratto il morbillo: si tratta del primo decesso collegato al virus registrato nello Stato americano negli ultimi trent'anni. Una tragedia che riporta l'attenzione su un'emergenza sanitaria internazionale, aggravata dalla diminuzione delle vaccinazioni e dalla diffusione di focolai in diversi Paesi. A fare il quadro della situazione, è il Corriere della sera.
La vittima viveva nella contea di Lewis, nella parte settentrionale dello Stato di New York. A comunicare la notizia è stata la governatrice Kathy Hochul, che ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e ha ricordato come la vaccinazione rappresenti ancora la principale forma di protezione contro una malattia altamente contagiosa. Le autorità non hanno reso noto se il bambino fosse vaccinato.
Negli Stati Uniti quasi 5mila casi in un anno
Gli Stati Uniti sono alle prese con la più grave epidemia di morbillo degli ultimi 35 anni. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention, al 29 ottobre erano stati confermati 4.852 casi in tutto il Paese. Il virus era stato dichiarato eliminato dagli Stati Uniti nel 2000, grazie soprattutto alle campagne vaccinali. Negli ultimi anni, tuttavia, la sua circolazione è ripresa, fino a provocare nuovi focolai e decessi. Con il caso registrato a New York salgono a quattro le morti collegate al morbillo negli Stati Uniti nell'arco di dieci anni. Due decessi erano avvenuti in Texas e uno in New Mexico.
L'allarme dell'Oms: 95mila morti nel mondo
I numeri diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità mostrano quanto il morbillo continui a rappresentare una minaccia per la salute pubblica. Nel 2024 il virus ha provocato circa 95mila morti nel mondo, in prevalenza bambini con meno di cinque anni. Le infezioni sono state circa 11 milioni, quasi 800mila in più rispetto al 2019. Nello stesso anno, 59 Paesi hanno dovuto affrontare importanti focolai epidemici, quasi il triplo rispetto al 2021. Il bilancio sarebbe stato ancora più pesante senza le campagne di immunizzazione: tra il 2000 e il 2024 le vaccinazioni hanno evitato quasi 59 milioni di decessi, contribuendo a ridurre la mortalità dell'88%. Il problema principale riguarda oggi la diminuzione della copertura vaccinale. Per interrompere la trasmissione del morbillo è necessario raggiungere almeno il 95% di copertura con due dosi. Nel mondo, invece, nel 2025 soltanto l'84% dei bambini aveva ricevuto la prima dose e il 77% la seconda. Secondo le stime riportate dal Corriere della sera, oltre 30 milioni di bambini risultavano non adeguatamente protetti nel 2024. Tra i fattori che contribuiscono alla situazione figurano conflitti, povertà, interruzioni dei servizi sanitari e disinformazione.
Neanche l'Europa è al riparo
Nella regione europea dell'Oms i casi sono diminuiti da oltre 127mila nel 2024 a circa 34mila nel 2025. Una riduzione significativa, ma che non basta a garantire il controllo della malattia. Nei Paesi dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo, nel 2025 sono stati segnalati 7.655 casi e otto decessi. Circa otto persone contagiate su dieci non erano vaccinate. Il morbillo, inoltre, non deve essere considerato una semplice malattia caratterizzata dalla comparsa di macchie sulla pelle. Nei casi più gravi può provocare complicazioni importanti, tra cui polmonite, encefalite, cecità e danni neurologici permanenti. Un'altra conseguenza meno conosciuta è la cosiddetta amnesia immunitaria: il virus può compromettere parte della memoria del sistema immunitario, rendendo l'organismo più vulnerabile anche ad altre infezioni dopo la guarigione.
Italia, 472 casi nei primi cinque mesi del 2026
Anche nel nostro Paese i dati richiedono attenzione. Il morbillo continua a circolare soprattutto tra i giovani adulti che non hanno ricevuto la vaccinazione. Secondo i dati contenuti in una circolare del ministero della Salute del 23 settembre 2026, nei primi cinque mesi dell'anno sono stati confermati 472 casi, contro i 322 registrati nello stesso periodo del 2025. L'aumento ha interessato in particolare Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Tra i contagiati di età compresa tra 15 e 39 anni per i quali era disponibile lo stato vaccinale, il 94,7% non risultava vaccinato. A preoccupare sono soprattutto le coperture della popolazione infantile. Nel 2024 la prima dose aveva raggiunto il 94,7% dei bambini a 24 mesi, mentre la seconda si era fermata all'84,4% nella fascia tra i cinque e i sei anni. Nessuna Regione italiana aveva raggiunto la soglia raccomandata del 95% per la seconda dose. Per questo il ministero ha sollecitato campagne mirate per recuperare le vaccinazioni mancanti e un rafforzamento della sorveglianza epidemiologica.
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