Pioggia, temporali e mari agitati, allerta rossa in metà Sardegna: nell’isola torna la paura alluvioni
Il meteorologo dell’Arpas: «L’aria di bassa pressione attiverà correnti di scirocco che colpiranno l’isola»
Sassari Una vasta struttura depressionaria che staziona sul Mediterraneo occidentale si sta muovendo verso est, e la Sardegna è la prima terra che troverà sulla sua strada. La Protezione civile ha emesso un avviso che resta in vigore tutta la giornata di oggi, giovedì 5. E il colore rosso non lascia spazio a interpretazioni. Il livello massimo, con criticità elevata per rischio idrogeologico è stato assegnato alla Gallura e alle aree del Fumendosa - Flumineddu, cioè tutta la fascia orientale dell’isola, dal Sarrabus fino alla zona di Olbia, passando ovviamente per l’Ogliastra. Negli stessi territori scattano anche l’allerta arancione per temporali e gialla per rischio idraulico. Ma neanche l’altra metà dell’isola può dirsi al sicuro. Le allerte per rischio idrogeologico sono state estese all’Iglesiente, al Campidano, alle aree di Montevecchio-Pischinappiu, al Tirso e al Logudoro. Tradotto: tutta la Sardegna è sotto osservazione.
Dal meteorologo dell’Arpas Michele Cicoria arriva la conferma che «l’evoluzione è accertata» e che «la struttura depressionaria attiverà correnti di scirocco» che, risalendo, andranno a impattare sull’isola. Sono attese precipitazioni «anche a carattere temporalesco, e anche autorigeneranti, che potranno causare precipitazioni ripetute». Nel mirino ci sono il Golfo di Orosei e le Baronie, fino alla Gallura.
«Il maltempo – prosegue Cicoria –, continuerà per buna parte della giornata, con la fase più acuta dalle prime ore dell’alba fino alla mattinata». Poi progressivamente verso sera, l’arrivo del fronte freddo potrebbe progressivamente attenuare la fase di maltempo. Le precipitazioni, spiegano dall’Arpas, potrebbero essere localmente forti, «con picchi che potrebbero raggiungere i 200 millimetri, ma solo in zone molto circoscritte».
Per quanto riguarda i venti, «non saranno forti ma moderati, o localmente forti, con possibili raffiche di burrasca». Sul fronte delle temperature è possibile un aumento, con una crescita anche sensibile sulle zone centro-orientali della Sardegna. I sindaci non hanno aspettato.
A Olbia il primo cittadino ha firmato l’ordinanza che chiude scuole, uffici aperti al pubblico, cimiteri e le principali aree verdi e sportive comunali, oltre ad asili, ludoteche e servizi socioeducativi. Stessa decisione di tenere chiusi gli istituti scolastici è stata presa dai primi cittadini di Nuoro, Bitti, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Orosei, Torpé e Posada. Altri provvedimenti analoghi sono stati presi a Lanusei, a Castiadas, altri Comuni della parte est dell’isola.
Perché in Sardegna, quando il cielo si fa nero, specialmente sopra la Gallura e le Baronie, la memoria corre inevitabilmente indietro. Al 18 novembre 2013, al ciclone Cleopatra, quando in poche ore cadde la pioggia di mesi e l’acqua si prese strade, case, scantinati e vite. Olbia sommersa, i canali esplosi, le auto trascinate via come foglie, Torpè e Posada isolate, il ponte crollato tra Oliena e Dorgali. Fu una delle pagine più nere e tragiche della storia recente dell'isola, con quasi venti vittime e ferite che ancora oggi non si sono del tutto rimarginate. E Cleopatra non è stata l'unica. Nell’ottobre del 2008 fu Capoterra a contare i morti, travolta dal fango sceso dalle colline. Nel novembre del 2020 toccò a Bitti: tre vittime, il paese invaso da un fiume di detriti. Per questo le raccomandazioni della Protezione civile vanno prese alla lettera. È possibile tenersi costantemente aggiornati sul quadro meterologico tramite il portale web della Protezione civile.
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