Data center in Italia, progetti per 25 miliardi: c’è anche la Sardegna
Investimenti concentrati in Lombardia, mentre il governo guarda anche al Mezzogiorno. Nel Sulcis il progetto da 1,5 miliardi in un’ex miniera
Sassari Progetti per 25,4 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, tre volte il valore del periodo precedente. La corsa italiana ai data center richiama grandi gruppi tecnologici, apre opportunità per le imprese e solleva interrogativi sulle ricadute per i territori. Una partita nella quale rientra anche la Sardegna, con l’investimento annunciato nell’ex miniera di Nuraxi Figus, nel Sulcis Iglesiente.
Le cifre arrivano dal Comitato attrazione investimenti esteri del ministero delle Imprese. Il censimento considera soltanto programmi superiori al miliardo riconosciuti come strategici: una qualifica che permette procedure autorizzative accelerate e la nomina di un commissario per coordinare le amministrazioni coinvolte.
La geografia degli investimenti resta soprattutto lombarda. Cinque dei sette nuovi centri considerati dovrebbero sorgere nella regione, mentre nell’area milanese si concentra già circa il 70% della potenza installata nazionale. Tra i promotori figurano gruppi come Amazon ed Equinix.
Il governo punta però a coinvolgere anche altre regioni, in particolare del Mezzogiorno, valorizzando aree industriali dismesse e disponibilità di energia rinnovabile. In questo quadro si colloca il progetto già annunciato dalla società svizzera Energy Vault: un data center da 1,5 miliardi, che ha ottenuto il riconoscimento di investimento strategico da Palazzo Chigi.
Ma cosa ospitano queste strutture? Un data center raccoglie server che archiviano ed elaborano informazioni continuamente. Guardare un film in streaming, utilizzare servizi bancari online o caricare immagini sui social significa accedere anche a queste infrastrutture. Per funzionare servono elettricità senza interruzioni, sistemi di raffreddamento e connessioni veloci.
L’Italia conta 262 data center, con una potenza complessiva di 760 megawatt. Rimane distante dalla Germania, che ne ha 580, e dalla Francia, con 401. Secondo Piero Montanari, partner di McKinsey, l’espansione sarà sostenuta dall’impiego crescente dell’intelligenza artificiale, oltre la fase delle prime sperimentazioni.
Una quota rilevante degli investimenti finisce nei processori. In una simulazione generale di McKinsey, su un centro dal costo di 2,5-3 miliardi, circa 1,6 miliardi sono destinati alle GPU, fondamentali per i calcoli dell’AI. Nvidia domina questo mercato, mentre nella filiera italiana operano aziende come Stm, Technoprobe, Prysmian e Ansaldo Energia.
Per l’occupazione, Ida, l’associazione dei grandi sviluppatori di data center, prevede che gli investimenti attesi possano sostenere a regime circa 26mila occupati equivalenti a tempo pieno nell’intero settore nazionale.
Le prospettive economiche convivono con le preoccupazioni ambientali: consumi di energia e acqua, calore, rumore e utilizzo del suolo. Le proteste sono particolarmente forti nell’hinterland milanese. In Lombardia una legge regionale approvata a giugno ha introdotto vincoli ai nuovi insediamenti, giudicati insufficienti dai comitati. La Regione valuta ora regole più restrittive, sulle quali la maggioranza non ha ancora una posizione condivisa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
