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Il processo

Jessica uccisa con l’insulina: il marito a pranzo con l’amante il giorno del funerale, la festa con fuochi d’artificio

Jessica uccisa con l’insulina: il marito a pranzo con l’amante il giorno del funerale, la festa con fuochi d’artificio

L’uomo si trova in carcere con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato

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BUSSOLENGO Nuovi particolari emergono nell'inchiesta sulla morte di Jessica Dalla Chiara, la donna di 32 anni deceduta il 24 giugno 2024 nella sua abitazione di Bussolengo, in provincia di Verona. Il marito Nadir Rossi, infermiere di 35 anni, si trova in carcere con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato: secondo l'ipotesi accusatoria avrebbe ucciso la moglie somministrandole insulina attraverso alcune flebo. A distanza di oltre due anni, le testimonianze dei genitori della vittima hanno contribuito a ricostruire una serie di comportamenti dell'uomo ritenuti sospetti dagli investigatori. Tra gli episodi raccontati dalla madre di Jessica, Loretta Rossi, come ricostruisce Il Corriere, c'è quanto sarebbe accaduto il giorno del funerale, il 28 giugno 2024.

Secondo la sua ricostruzione, Nadir sarebbe andato a pranzo con l'amante prima delle esequie e l'avrebbe poi raggiunta nuovamente a cena, portando con sé anche la figlia. La mattina successiva, i due si sarebbero organizzati per andare al mare.

I fuochi d’artificio nella casa di Jessica

Un altro episodio risale a circa 40 giorni dopo la morte della donna, quando Nadir avrebbe organizzato una festa di compleanno per l'amante proprio nell'abitazione che condivideva con la moglie a Bussolengo. In quell'occasione erano intervenuti i carabinieri, chiamati dai vicini per il rumore. Secondo quanto riferito dalla suocera nella relazione della criminologa Roberta Bruzzone, l'uomo avrebbe fatto esplodere fuochi d'artificio. La nipotina, invece, avrebbe trascorso la notte dai nonni paterni, mentre Nadir e la nuova compagna sarebbero rimasti a dormire nel letto in cui era morta Jessica.

L'assicurazione sulla vita e le questioni economiche

Tra gli elementi riferiti dalla madre di Jessica figurano anche alcune questioni economiche. Secondo la sua testimonianza, Nadir avrebbe chiesto subito i soldi dell'assicurazione sulla vita della moglie e successivamente avrebbe venduto l'automobile della donna. La suocera ha inoltre raccontato che l'uomo avrebbe chiesto informazioni su una sua eventuale polizza assicurativa sulla vita, considerando che la nipotina ne sarebbe stata l'erede. Altre tensioni sarebbero nate per una collana appartenuta a Jessica, del valore di circa mille euro, che Nadir avrebbe voluto prendere per far giocare la figlia. Dopo una discussione, la nonna non avrebbe più avuto la possibilità di vedere la nipote da sola.

Le indagini e l'arresto

La morte di Jessica è stata inizialmente seguita da una cremazione, disposta per volontà del marito il giorno del funerale. I genitori della donna avrebbero invece voluto che venisse eseguita un'autopsia. Le loro denunce, insieme alle consulenze tecniche della criminologa Roberta Bruzzone e della medico-forense Giovanna Bellini, hanno contribuito all'attività investigativa della Procura di Verona, confluita in un fascicolo di oltre duemila pagine. Nadir Rossi è stato arrestato e si trova ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato. 

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