Asinara, presidente parco: «Mai più detenuti nel parco»

Pasqualino Federici boccia l’ìpotesi avanzata dal ministro della Giustizia Paola Severino in visita nell’isola

PORTO TORRES. Non è «percorribile il programma del ministro circa la reintroduzione dei detenuti nell’isola, nè in condizioni di massima sicurezza ma nemmeno adibendo l’Asinara a carcere aperto nel quale affidare a detenuti particolarmente selezionati un compito di tutela ambientale per rendere l’isola più fruibile». Lo sostiene il presidente del Parco dell’Asinara, Pasqualino Federici, bocciando l’ipotesi del ministro di Grazia e Giustizia Paola Severino, da ieri in Sardegna per verificare le condizioni delle carceri isolane. L’idea del Guardasigilli non piace nemmeno al governatore Ugo Cappellacci, che ieri sera ha incontrato il ministro a Villa Devoto. «Per l’Asinara - ha chiarito il presidente della Regione Sardegna - abbiamo un progetto di sviluppo sostenibile che non contempla il carcere». E oggi la posizione di Cappellacci viene confermata e rilanciata anche dal numero uno del Parco. «L’unico preposto alle scelte sull’isola dell’Asinara - ricorda Federici - è l’ente nazionale del Parco, e non gli enti locali ai quali il ministro fa riferimento. Ed è esclusivo compito del Parco la tutela ambientale, così come lo sono i progetti per la cura e l’utilizzo dell’isola, programmi del resto già espressi nel piano vigente che non contemplano certamente i desiderata del Guardasigilli». Il presidente del Parco annuncia quindi che «si opporrà fermamente» a qualsiasi ipotesi di rientro dei detenuti all’Asinara «in quanto - spiega - in contrasto con le decisioni assunte e avvallate dal ministero dell’Ambiente e contrarie all’interesse del Parco e dei sardi».

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