«Strada pericolosa, per il tratto della 131 intervenga l’Anas»

Codrongianos: dopo l’ennesimo incidente stradale il sindaco Luciano Betza incontrerà il prefetto Mulas

CODRONGIANOS. Neo patentati e veterani del volante. Donne e uomini. Nessuna distinzione di genere: sono tantissime, ormai, le persone rimaste coinvolte negli ultimi anni in incidenti più o meno gravi nel tratto di 131 che corre verso Sassari all’altezza del comune di Codrongianos. Troppe per imputare le colpe allo stile di guida poco prudente di questo o quell’automobilista. Troppe per tollerare l’indifferenza di chi invece dovrebbe garantire la sicurezza nelle strade. «È da oltre un anno e mezzo che chiediamo all'Anas un incontro ufficiale, ma ancora non abbiamo ricevuto una risposta. È una situazione assurda». A pochi giorni dall'ultimo botto il sindaco Luciano Betza, si ribella all'idea di rinviare a data da destinarsi una qualsiasi azione che possa anche solo ridurre la pericolosità della strada. «Occorre affrontare seriamente il problema e fare il possibile per risolverlo in tempi brevi – spiega -. Non si può temere per l'incolumità delle persone in continuazione. Soprattutto quando piove, con l'asfalto che in un attimo si trasforma in una patina saponata proprio all'imbocco di due pericolose curve».

Negli ultimi cinque anni tra il chilometro 194 e chilometro 196 della statale 131 sono stati 32 gli incidenti segnalati dalla stazione dei carabinieri di Codrongianos, 20 i feriti, due i morti. Numeri inquietanti ai quali andrebbero aggiunti oltrettutto quelli registrati dalle squadre volanti di Ozieri e Macomer. «Nei giorni scorsi abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto che ha sposato le nostre istanze e si è assunto l'impegno di fare da tramite per un incontro risolutore con l'Anas. Riteniamo fondamentale sedersi a un tavolo e ragionare sulla possibilità di rifare il manto stradale o magari evidenziare la pericolosità del tratto con un grande segnale luminoso. Come soluzione estrema si potrebbe pensare anche all'installazione di un autovelox, ma l'importante è che si faccia qualcosa. Al più presto». Insieme ai pericoli per la vita, poi, quel tratto di strada sta rappresentando ormai da tempo anche la causa principale di una serie di ingorghi e disagi nelle piccole arterie limitrofe, dove il traffico finisce spesso per essere dirottato ogni qualvolta succede un tamponamento con due o più macchine coinvolte. «Anche in questo caso la situazione è insostenibile – conclude Betza –. La vecchia Carlo Felice che passa sotto Codrongianos non è in buone condizioni, mentre la provinciale 26, che sarebbe una valida alternativa per raggiungere il paese, è chiusa al traffico e da circa 20 mesi stiamo aspettando un intervento di ripristino dalla Provincia».

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