Fisco, debiti e vessazioni: ecco le intese per reagire

Rete Imprese tenta di lanciare nuovi paracadute per aiutare chi è in difficoltà. Incontro alla Regione: «Abbiamo già individuato risorse per 80 milioni»

SASSARI. Tutti avevano capito che il livello di guardia era già stato superato. E così in questi mesi è cominciata una corsa disperata per una missione quasi impossibile: salvare nuove potenziali vittime da una spirale micidiale che di debiti può far morire. I primi ad agire? Già due anni fa i movimenti contro le vessazioni nella riscossione crediti nati nel Sulcis Iglesiente. Poco dopo i Confidi hanno rafforzato la loro azione di tutela «Abbiamo cercato di fare quadrato per far superare le difficoltà e le esposizioni che all'interno delle banche si venivano a creare per tanti operatori», non si stancano di ripetere oggi i responsabili dei consorzi, a cominciare dal sassarese Salvatore Desole, che da presidente dell'organizzazione segue da tempo i drammatici risvolti della crisi del Nord Sardegna. Più di recente ha cominciato a operare Rete imprese Italia della Sardegna: un paracadute contro il pressing di Equitalia, Agenzie delle entrate, istituti di credito, società per l'esazione. E proprio ieri i suoi dirigenti hanno sollecitato modifiche per migliorare la finanziaria regionale anche sotto questo profilo. Nell'isola le associazioni che fanno parte di questa rete sono Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani. Con loro, appena poche settimane fa, ha siglato una convenzione strategica il presidente sardo dell'Adusbef, Andrea Sorgentone. L'intesa è allargata ad altre organizzazioni ancora. Come per esempio, a Sassari, la Sarda Imprese Asso. L'obiettivo comune? Arrestare il pressing del fisco e del recupero debiti. Soprattutto di fronte a palesi violazioni normative, interpretazioni restrittive dei regolamenti, applicazioni di tassi che sfiorano la soglia dell'usura. E fornire assistenza a tutte le persone che vantano buoni diritti ma si trovano all'angolo perché non riescono a far valere le loro ragioni.

L'incontro di ieri dei dirigenti di Rete Imprese si è svolto con i componenti della commissione Bilancio del consiglio regionale. E hanno evidenziato un'impostazione della Manovra «scarsamente credibile, a causa di rilevanti stanziamenti (1,2 miliardi) legati all’approvazione da parte del governo della modifica del Patto di Stabilità». Hanno poi contestato «la scarsa dotazione di risorse per il sostegno e rilancio del tessuto produttivo». E per questo espresso «una valutazione fortemente critica». «Abbiamo così identificato un fondo di 80 milioni reperiti da stanziamenti non immediatamente spendibili: per esempio le risorse per Imu, flotta sarda, continuità territoriale merci, sostegno all'occupazione e reddito di comunità, tutti dagli effetti troppo lenti sulla ripresa», ha detto al termine della riunione il portavoce della Rete, Agostino Cicalò. «Queste risorse – ha proseguito Cicalò, di recente eletto presidente della Camera di commercio nuorese – potrebbero essere più efficacemente usate per sostenere cantieri destinati all'efficienza energetica e alla messa in sicurezza di edifici pubblici, aiutare l'accesso al credito per le piccole-medie imprese: su 24 milioni investiti in questo modo si possono produrre 360 milioni di investimenti e cinquemila posti di lavoro». «Vanno ripristinati inoltre gli stanziamenti a favore di Confidi dell’artigianato e del commercio, oltre all'abbattimento degli interessi su operazioni garantite dagli stessi consorzi», ha spiegato in conclusione Cicalò.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes