La Nuova Sardegna

Sassari

Province verso l’addio, nominati 5 commissari

Province verso l’addio, nominati 5 commissari

Il provvedimento della giunta regionale dopo la leggina approvata tra le polemiche la settimana scorsa

02 luglio 2013
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CAGLIARI. Spazzate via dal referendum anticasta del 2012, ora le quattro Province istituite in Sardegna con legge regionale più quella di Cagliari (in tutto sono otto) sono state commissariate con un provvedimento varato tra le polemiche la scorsa settimana dal Consiglio regionale con i soli voti della maggioranza. Oggi pomeriggio la nomina dei cinque commissari, tutti in quota centrodestra, da parte della Giunta presieduta dal governatore Ugo Cappellacci. Cagliari, che ha perso il presidente per effetto di una condanna per abuso d’ufficio passata in giudicato, sarà guidata da Pietro Cadau, ex presidente del Cda di Abbanoa, il gestore delle risorse idriche nell’Isola, e già direttore generale del Comune di Cagliari; ad Olbia Tempio si insedia Francesco Pirari, ex funzionario dell’ufficio tecnico dei Comuni di Nuoro e Sassari; in Ogliastra Antonello Ghiani, già funzionario dell’assessorato regionale della Sanità ed ex commissario straordinario del Comune di Oristano dopo le dimissioni del sindaco di centrodestra Angela Nonnis, attuale assessore in Regione ai Lavori Pubblici; nel Sulcis arriva Roberto Neroni, ex direttore generale dell’assessorato regionale dei Trasporti, ora in pensione; nel Medio Campidano Pasquale Onida, già presidente Pdl della Provincia di Oristano ed ex consigliere regionale con Fortza Paris. L’operazione commissariamento voluta da Cappellacci con il sostegno della maggioranza è duramente contestata dai territori e dall’opposizione. Le Province chiamano a raccolta i sindaci e minacciano ricorsi al Tar e alla Corte Costituzionale ravvisando presunte illegittimità nella fine anticipata del mandato elettorale dei vari Consigli provinciali. Il centrosinistra, che finora ha controllato sei Province su otto, attacca e parla di un piano calcolato per ribaltare il risultato ottenuto con il voto del 2010 e di una rincorsa a posti di potere in vista delle Regionali del 2014. E da domani nuova battaglia in Aula tra gli schieramenti sulla riforma complessiva degli Enti locali in Sardegna che toccherà funzioni, competenze e servizi delle quattro Province superstiti e delle Unioni dei Comuni.

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