La centralità di Monteleone nel Nurkara

Pubblicato il libro dello studioso Alessandro Soddu sul tema dell’incastellamento in Sardegna

VILLANOVA MONTELEONE. «Incastellamento in Sardegna. L’esempio di Monteleone», edito da Aonia Edizioni, è l’ultima fatica letteraria di Alessandro Soddu, docente di storia medioevale presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari, il primo di una collana di pubblicazioni dell’attività editoriale dei “Quaderni di Castra Sardiniae”.

«Questo libro – afferma il sindaco di Monteleone Antonello Masala – va a colmare un vuoto e serve a mettere in luce l’effettivo ruolo di centralità che Monteleone ha svolto sul territorio del Nurkara. Voluta dall’amministrazione, grazie al contributo della Fondazione Banco di Sardegna, questa pubblicazione darà impulso a quel percorso, che nell’ambito del programma amministrativo, prosegue verso la valorizzazione dei nostri tesori archeologici e culturali, ma anche dello sviluppo del turismo ambientale e degli sport eco-compatibili. I viaggio è cominciato sette anni fa, e a tutt’oggi ha dato ottimi risultati con la vendita di pacchetti turistici legati alla valorizzazione culturale, come “la casa del pane”, percorsi dil trekking e mountain bike, strade ferrate e vie di arrampicata sportiva ed il centro sportivo polivalente». Il castello di Monteleone, edificato dai Doria nella regione del Nurcara, costituisce un esempio emblematico, a partire dall'analisi dell'assetto territoriale precedente all'avvento della casata genovese, per passare all'esame della signoria doriana e degli effetti dell'incastellamento sulla trama insediativa e sui quadri economici e sociali, fino a giungere alla caduta di Monteleone nel 1435 ad opera dei Catalano-Aragonesi. L'affermazione dei Doria, nella seconda metà del Duecento, detta il cambiamento che si manifesta nell'edificazione del castello di Monteleone su un colle disabitato, e ha l'effetto di catalizzare il popolamento. A cambiare è la struttura della produzione, non più basata esclusivamente sulla servitù rurale ma legata a politiche agrarie - come la locazione di breve durata - mirate all'aumento delle rese e alla creazione di eccedenze che alimentino il mercato, con una significativa ricaduta anche in termini di dinamismo sociale. Il castello, con il relativo borgo retto da un podestà, diventa così il fulcro politico-militare ed economico di un ampio territorio, guadagnandosi anche il ruolo di baluardo della signoria dei Doria dopo la conquista catalano-aragonese di Alghero nel 1354, accogliendo probabilmente parte delle popolazioni espulse dalla stessa Alghero a favore dei nuovi pobladors iberici.

Leonardo Arru

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