Sassi contro i tifosi dell’Olbia: «È stato un agguato»

Investigatori al lavoro per identificare i cinquanta violenti mascherati che hanno assaltato il bus dei supporter gallures prima della partita col Latte Dolce - FOTO

OLBIA. Poca voglia di parlare, di raccontare per l’ennesima volta che cosa è successo loro in questa domenica bestiale, di ricordare che lì, a Sassari, hanno rischiato di lasciarci la pelle. «E tutto per questo cavolo di rivalità tra Olbia e Sassari, tra tifosi dell’Olbia e della Torres» si sfoga uno degli ultrà dei bianchi. «E niente nomi - aggiunge - che basta il casino che abbiamo avuto, ci manca pure che la giustizia sportiva se la prende con noi»

Difficile chiedere di più a chi, su un pullman, prima di una partita per nulla tesa sulla carta, perché Latte Dolce-Olbia non è certo di quelle considerate a rischio, si è visto investito da una sassaiola. «Sì, vabbè, sapete tutti che quelli del Latte Dolce non c’entrano nulla - spiega un altro ultrà, faccia per nulla allegra -. Lo sapete benissimo che sono stati quelli della Torres».

Ecco, la certezza che quelli dell’Olbia hanno è una, sola una: erano della Torres quelli che li hanno assaliti. Una convinzione che, al momento, le forze di polizia non hanno, o non vogliono esternare pubblicamente per non rovinare l’indagine, ben avviata per via dei numerosi filmati raccolti. In questa fase, quindi, quando ancora tutto è possibile, l’unica voce è quella di chi ha subito: la voce degli ultrà bianchi. «Che cosa volete che dica? Che siamo partiti da Olbia tranquilli - dice un ultrà -. Eravamo una quarantina di tifosi. Come sempre, ci siamo quotati e abbiamo noleggiato un pullman per stare insieme e, prima della partita, divertirci. Quando siamo arrivati a Latte Dolce, prima in un cavalcavia, poi sotto le palazzine del quartiere, è scoppiato l’inferno».

Non l’avevano messo in conto, questo. Non pensavano che a Sassari, la città con cui Olbia ha una forte rivalità politica e calcistica, potessero trovare un’accoglienza simile. «È stato un agguato - dice ancora l’ultrà bianco -. Come definire altrimenti quello che è successo? Eravamo sul pullman, quando, intorno alle 2, poco prima che arrivassimo allo stadio del Latte Dolce, abbiamo visto sbucare da dietro le palazzine una cinquantina di persona. Tutte con il volto coperto da passamontagna. Non abbiamo avuto neppure il tempo di capire che cosa stesse succedendo che siamo stati investiti da lanci di pietre, ferro, altri oggetti. Hanno colpito il parabrezza del pullman, e tutti gli altri vetri, che sono stati spaccati dalla violenza dei sassi».

La macchina di scorta ha potuto fare ben poco. L’azione è durata alcuni minuti. «Terribili, perché noi non potevamo fare niente - spiega ancora l’ultrà bianco -. Potevamo solo proteggerci come meglio potevamo». Nessuno si è fatto nulla, tra i tifosi bianchi. «Ma poteva andare decisamente peggio, perché quello che ci hanno fatto è qualcosa di assurdo». Il pullman, anche se danneggiato, ha fatto ritorno a Olbia alle 20, con ore di ritardo. «Un brutto viaggio, una brutta domenica. Adesso - chiude l’ultrà - vogliamo dimenticare tutto e pensare solo al calcio e all’Olbia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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