Va via il giudice di pace, l’Anglona è periferia
A Nulvi chiuso definitivamente l’ufficio, troppo poche le cause trattate La soppressione del servizio segue quella della tenenza dei carabinieri
NULVI. Ha chiuso definitivamente i battenti l’Ufficio del Giudice di Pace di Nulvi. Se ne va così anche l’ultimo presidio giudiziario sopravvissuto in Anglona, vittima anch’esso delle soppressioni messe in atto dal Ministero della Giustizia con la nuova riorganizzazione degli uffici territoriali. L’Ufficio del Giudice di Pace era stato istituto a Nulvi quasi 20 anni fa negli stessi locali in cui era ospitata la vecchia Pretura, soppressa qualche anno prima, al primo piano del palazzo municipale. Il personale è stato accorpato ad altri uffici giudiziari in base alle disponibilità. I numeri piuttosto ridotti delle cause trattate dal Giudice di Pace avevano ampiamente pronosticato una sua soppressione che comunque ha colpito anche uffici ben più “produttivi”. L’amministrazione giudiziaria aveva dato comunque la possibilità a questi uffici periferici di poter continuare a funzionare, ma solo se i Comuni del mandamento si fossero accollati le spese di mantenimento delle strutture e del personale addetto. Cosa che hanno fatto ad esempio i Comuni di Pattada (dove ha sede un analogo ufficio) e quelli del mandamento giudiziario (Buddusò, Alà dei Sardi, ecc.) che insieme hanno optato per il mantenimento il loco dell’ufficio. Un velo di tristezza ha accompagnato la chiusura della sede nulvese perché anche la presenza della sede giudiziaria aveva contribuito, in passato, ad attribuire a Nulvi quel ruolo di piccolo “capoluogo” dell’Anglona, di cui andava ovviamente orgoglioso, grazie anche alla presenza, altrettanto prestigiosa, della Tenenza dei carabinieri, del Carcere mandamentale accorpato alla Pretura e di altri uffici e servizi territoriali come la Direzione didattica o l’Ufficio di Collocamento, tutti ovviamente soppressi o trasferiti altrove negli anni. In effetti anche questo addio va visto in un quadro più complesso e sempre più preoccupante che non fa che confermare il lento decadimento che sta caratterizzando i piccoli centri dell’interno e persino quei centri come Nulvi che con la loro centralità avrebbero potuto ancora sperare di resistere alla crisi e magari tentare una pur ardua ripresa. Invece una lunga serie di difficoltà contingenti, prima fra tutte la viabilità, hanno determinato un lento ma irreversibile decremento demografico che, in sostanza, è risultato essere la causa principale del progressivo decadimento di quella che venne definita persino “la perla dell’Anglona”.