Pestarono un 33enne, condannati
Sorso, due giovani erano accusati di aver aggredito un uomo che aveva risposto ai loro insulti
SORSO. I carabinieri di Sorso li avevano arrestati a distanza di tre mesi dal pestaggio. Era stata determinante la registrazione di una telecamera che aveva immortalato la sequenza dell’aggressione a un uomo di 33 anni che non era in grado di difendersi adeguatamente.
Ieri mattina a palazzo di giustizia Angelo Cattari (24 anni, difeso dall’avvocato Ettore Licheri) e Antonio Marzeddu (di 22, assistito da Michele Torre) sono stati condannati dal giudice Giuseppe Grotteria rispettivamente a due anni e otto mesi e a un anno e otto mesi di reclusione (oltre al pagamento di cinquemila euro di provvisionale) per essersi accaniti con calci e pugni contro quell’uomo. Secondo l’accusa i due avrebbero picchiato con violenza il 33enne perché “colpevole” di aver risposto ai loro insulti. Lo avevano pestato a tal punto da costringerlo a ricorrere alle cure mediche. Entrambi disoccupati (Cattari con precedenti specifici, Marzeddu invece incensurato) erano stati arrestati dai militari della stazione di Sorso che avevano eseguito l’ordinanza emessa dal gip di Sassari Maria Teresa Lupinu su richiesta dal sostituto procuratore Elisa Loris.
I fatti, che risalgono allo scorso 25 agosto, erano stati ricostruiti in una conferenza stampa al comando provinciale di Sassari dal comandante della compagnia di Porto Torres, capitano Romolo Mastrolia. La vittima, molto conosciuta nella cittadina, era stata schernita dagli imputati mentre, verso le 21, passava davanti a un bar del centro dove i due erano seduti e dove avevano anche bevuto – evidentemente – qualche bicchiere di troppo. La risposta ironica dell’uomo aveva fatto scattare la violenza in Cattari e Marzeddu: lo avevano seguito fino a un distributore automatico di snack e bibite e mentre Marzeddu faceva da palo all’ingresso, Cattari si accaniva ripetutamente contro la vittima, con calci alla faccia e al costato, non si era fermato neanche quando l’uomo giaceva inerme a terra.
Dopo l’aggressione, ripresa dalle telecamere del self-service, la vittima era riuscita a rialzarsi, aveva raggiunto la fermata dell’autobus e si era diretta a Sassari. Poi da via Padre Zirano l’uomo aveva raggiunto a piedi il pronto soccorso dove aveva ricevuto le prime cure. Gravi le lesioni riportate: fratture alle costole, traumi alla faccia e in diverse parti del corpo, per una prognosi di cinquanta giorni di cure. Al ritorno a casa, il 33enne non era riuscito a nascondere l’accaduto alla madre che, poco dopo, aveva presentato la denuncia ai carabinieri di Sorso. Da quel momento – come avevano spiegato il capitano Mastrolia, affiancato dal maresciallo Alessandro Masala, comandante della stazione di Sorso – gli investigatori hanno cominciato le indagini. Che poi hanno portato a individuare i due responsabili del pestaggio. Il gip aveva disposto i domiciliari per Cattari e l’obbligo di firma per Marzeddu perché era incensurato. Ieri mattina è anche arrivata la sentenza del giudice di Sassari con una condanna per lesioni aggravate.
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