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Sassari

Un laser scanner per studiare Atrio Metropoli

Un laser scanner per studiare Atrio Metropoli

PORTO TORRES. È cominciato ieri il progetto di pulizia archeologica e ricerca di Atrio Metropoli, le sepolture cristiane davanti alla Basilica di San Gavino, ideato dalla cooperativa Turris Bisleonis...

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PORTO TORRES. È cominciato ieri il progetto di pulizia archeologica e ricerca di Atrio Metropoli, le sepolture cristiane davanti alla Basilica di San Gavino, ideato dalla cooperativa Turris Bisleonis senza alcun costo per l’amministrazione comunale. Il piano di calpestio sopra le sepolture ha creato polvere e umidità che hanno dunque necessità di attenta pulizia dopo anni di incuria. I lavori si svolgeranno sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i beni archeologici, con la supervisione della responsabile Gabriella Gasperetti e dell’assistente tecnico-scientifico Franco Satta, mentre il resto dello staff è composto dagli archeologi Franco Campus e Alessandro Vecciu per il coordinamento sul campo e dall’associazione Castra Sardiniae per i rilievi su laser scanner. «Grazie alla collaborazione dei soggetti coinvolti si punteranno i riflettori su uno dei siti archeologici riportati alla luce durante gli scavi eseguiti nell’area della chiesa millenaria – sottolinea il sindaco Beniamino Scarpa –, legata profondamente alla storia cittadina perché ci ha fornito testimonianze sulle prime comunità cristiane e sulla venerazione dei Martiri Turritani». Il progetto di Turris Bisleonis prevede pulizia archeologica delle strutture murarie, dei supporti epigrafici e degli spazi di rispetto tra le sepolture. Al termine della pulizia verranno inoltre effettuati i rilievi mediante l’utilizzo del laser scanner, strumento che permette registrazione, analisi e archiviazione dei dati: il modello tridimensionale ottenuto dalla scansione rappresenta una vera e propria banca dati, che consentirà di estrapolare informazioni sui materiali di costruzione e sui fenomeni di degrado.

«Questo sito è caratterizzato da sepolture che vanno dall’età romana a quella postmedievale – ricorda l’assessore al Patrimonio archeologico Alessandra Peloso –, sia semplici che elaborate, e la sinergia tra operatori consentirà di approfondire le conoscenze sul sito in modo da potenziare anche la fruizione turistica». (g.m.)

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