Pirateria alimentare, affari da tre miliardi di euro l’anno sui cibi sardi fasulli
Coldiretti di Oristano plaude al provvedimento del governo di togliere il segreto sugli ingredienti stranieri
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CAGLIARI. Il volume d’affari della pirateria alimentare in Sardegna è di circa tre miliardi di euro. Lo sottolinea la Coldiretti provinciale di Oristano nell’esprimere soddisfazione per il provvedimento del governo che elimina il segreto sugli ingredienti stranieri.
Nell’isola ogni settimana - ricorda l’organizzazione agricola - arrivano 150mila suini vivi che vengono macellati e confusi come sardi. Vengono importati 500 mila agnelli in gran parte poi commercializzati nella Penisola come sardi.
Le frodi riguardano anche il pecorino romano prodotto in Romania e spacciato come proveniente dall’Isola o il cannonau imbottigliato in Veneto come sardo ma mai partito dalla Sardegna.