La Nuova Sardegna

Sassari

Arru: «Creiamo un modello Sardegna»

di Gabriella Grimaldi

Il nuovo assessore alla Sanità della giunta Pigliaru ieri ha trascorso una giornata in città tra visite alle strutture e incontri

31 maggio 2014
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SASSARI. Sono sfilati uno alla volta davanti al neoassessore regionale alla Sanità Luigi Arru e hanno esposto i problemi della sanità sassarese. Un elenco di criticità lungo due ore che il presidente dell’Ordine dei medici di Nuoro, ora “arruolato” nell’esercito del presidente Pigliaru, ha ascoltato con attenzione e pazienza. Alla fine, guardando con aria sconsolata i tanti appunti che aveva preso ha detto: «Ovviamente non ho la bacchetta magica e non vi nascondo che dopo alcuni giorni che avevo assunto l’incarico in Regione ho sentito il grandissimo impulso di tornarmene a casa... Detto questo è inutile cercare di risolvere tutto e subito, sarebbe disonesto nei confronti di chi tutti i giorni combatte con le inefficienze. Dobbiamo invece partire dall’ascolto così come ho fatto oggi e affrontare una cosa per volta con la consapevolezza che sarà importante creare un nuovo modello di sanità per tutta la Sardegna. Vanno bene le eccellenze, come quella che ho visto oggi con i miei occhi in cardiochirurgia ma è necessario dare risposte e diffondere servizi validi in tutti i settori creando un percorso per il cittadino che parta dalla prevenzione e passi per la diagnosi, le terapie adeguate e il ritorno a casa».

Ed è stato proprio sull’assistenza domiciliare che si sono soffermati alcuni degli interventi, un servizio che se reso in maniera efficiente potrebbe ridurre non poco i costi e il sovraffollamento dei reparti: «E invece ci ritroviamo ancora a combattere contro il triste fenomeno dei pazienti ricoverati in barella – ha detto Alessandtro Nasone, segretario territoriale di Nursing Up – e con un rischio di errore rispetto alle cure dei pazienti altissimo».

Ma naturalmente l’elenco dei problemi è stato lunghissimo. Il presidente dell’omonima associazione Gianfranco Favini ha parlato di Alzheimer e delle infinite liste d’attesa per avere una prima visita e una diagnosi che invece, dicono gli studi, dovrebbe essere il più precoce possibile. Hanno preso la parola i genitori dei bambini autistici, che vivono perennemente nell’angoscia che il personale dell’unità operativa di San Camillo non venga riconfermato, e si sono lamentati i malati di miastenia grave che non hanno alcuna certezza delle cure perché le immunoglobuline arrivano a singhiozzo. È intervenuta anche Francesca Arcadu, presidente di Uildm (Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia Muscolare) per affrontare il tema dell’applicazione della legge 162 sulle disabilità gravi. E non sono mancati interventi sull’interruzione, mai spiegata, del programma “Movimento è vita” per la prevenzione del diabete a cui avevano aderito tantissime persone e delle cure palliative e le terapie del dolore per i malati terminali come dell’assenza di un’hospice per chi non ha più speranza di guarire. Una maratona che ha concluso la lunghissima giornata sassarese dell’assessore Arru. In mattinata aveva incontrato lo staff dirigenziale dell’Azienda ospedaliero universitaria e il rettore Attilio Mastino e poi aveva ascoltato le richieste dei sindaci del territorio.

Se n’è andato con un taccuino pieno di appunti e con la «volontà precisa di garantire a tutti un uguale diritto alla salute. Oggi mi sono limitato a fare una fotografia, adesso ci metteremo al lavoro per capire quali risorse sono necessarie e come trovarle».

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