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Ieri il taglio del nastro di Cardiochirurgia

Ieri il taglio del nastro di Cardiochirurgia

SASSARI. Fra gli impegni dell’intensissima giornata trascorsa a Sassari dall’assessore Luigi Arru, l’inaugurazione del nuovo reparto di Cardiochirurgia del Santissima Annunziata. Anzi, l’evento è...

31 maggio 2014
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SASSARI. Fra gli impegni dell’intensissima giornata trascorsa a Sassari dall’assessore Luigi Arru, l’inaugurazione del nuovo reparto di Cardiochirurgia del Santissima Annunziata. Anzi, l’evento è stato il motivo principale del viaggio dalla Regione agli ospedali cittadini. Nell’occasione si festeggiava sia il trasferimento al primo piano dell Civile con locali molto più ampi (16 posti letto che si spera verranno tutti accreditati al più presto dalla Regione) sia i risultati considerevoli ottenuti dalla struttura complessa diretta da Michele Portoghese. «Un modello per tutta la Sardegna», ha detto l’assessore Arru intervenendo alla cerimonia organizzata dalla Asl a cui erano presenti anche il sindaco Nicola Sanna e l’arcivescono Paolo Atzei che ha benedetto i locali. I dati Agenas (Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari) hanno infatti evidenziato che la Cardiochirurgia dell’ospedale civile è nell'intero panorama nazionale, quella che ha conseguito l’esito «mortalità per interventi di bypass aortocoronarico pari a zero», risultando, per l'indicatore, la migliore cardiochirurgia d'Italia.

Il bacino d’utenza del Nord Sardegna è di circa 600mila abitanti. Il centro effettua circa 350 interventi cardio-chirurgici all’anno. Nell’Unità Operativa garantiscono il servizio 7 medici cardiochirurghi oltre al direttore, agli infermieri e ai tecnici perfusionisti. La direzione generale ha già confermato l’intenzione di integrare nell’immediato la dotazione medica con altri due cardiochirurghi. «Vogliamo raggiungere i 500 interventi all’anno – ha detto il dg Marcello Giannico –. Questo ci permetterebbe di dare risposte ai tanti pazienti in lista d’attesa». «Andiamo avanti assieme», ha concluso l'assessore riferendosi proprio ai risultati ottenuti al Santissima Annunziata e che fornisce il presupposto per creare quello che l'assessore denomina “Laboratorio Sardegna”, una sorta di contenitore di eccellenze sanitarie dell'isola, punto di riferimento da cui partire per rilanciare un nuovo sistema sanitario sardo.

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