Oristano Avevano chiesto al presidente della Provincia un atto politico forte: la convocazione del consiglio a Cagliari, durante la manifestazione di sabato scorso, affinché anche Oristano, indirettamente interessata per via della presenza del carcere di Massama, dicesse no al trasferimento in massa nelle carceri sarde dei detenuti al 41 bis. La manifestazione si è svolta, il consiglio provinciale di Oristano in trasferta no, come invece ha fatto quello presieduto a Nuoro da Giuseppe Ciccolini.
E allora la consigliera provinciale Laura Celletti appartenente al Campo largo assieme ad Angelo Masala, Federica Piras e Renzo Ponti, non ci sta: «Il silenzio assordante del presidente Pireddu davanti a una richiesta formale è una precisa scelta politica che ignora la voce dei territori. Non aver ricevuto alcun riscontro alla nostra istanza, presentata lo scorso 19 febbraio insieme ai tre colleghi di opposizione, ci obbliga a porre una domanda pubblica di estrema gravità: il presidente della Provincia è favorevole a questo piano del Governo? Ritiene accettabile che la Sardegna diventi una terra di confine dove scaricare decisioni unilaterali che pesano sulla sicurezza e su un sistema sanitario già in sofferenza? La difesa della dignità della nostra terra non è opzionale. Chi guida un’istituzione ha il dovere di chiarire se intende subire passivamente queste scelte o se vuole finalmente unirsi al coro di protesta che sale dalle piazze e dalle altre istituzioni sarde». Dal canto suo, il presidente della Provincia Paolo Pireddu non sembra essere troppo preoccupato per le ricadute politiche del suo silenzio: «In merito alla manifestazione svoltasi sabato scorso su iniziativa della presidente Alessandra Todde, ritengo che ciascun consigliere fosse libero di aderire o meno, secondo le proprie sensibilità e valutazioni personali e politiche. Non si è ritenuta quella la sede adatta per affrontare l’argomento, che non coinvolge direttamente il territorio e la comunità oristanese e che potrà essere eventualmente approfondito nelle sedi istituzionali opportune».
Nessuna trasferta quindi per la convocazione del consiglio provinciale, né 41-bis tra le priorità per l’ente: «La Provincia sta lavorando su temi urgenti che stanno già producendo effetti concreti sulla vita dei nostri cittadini, a partire dalla sanità. Su questo fronte avremo presto modo di incontrare la presidente per avviare un confronto serio e proficuo nell’interesse del territorio». Per Laura Celletti, invece, il tema è di forte urgenza: «È evidente che un territorio fragile come il nostro subirà inevitabilmente le conseguenze di una simile concentrazione. Una pressione insostenibile su un sistema sanitario regionale già in sofferenza e c’è un rischio concreto di infiltrazioni della criminalità organizzata che non conosce confini amministrativi».
RIPRODUZIONE RISERVATA