La Nuova Sardegna

Sassari

MEMENTO La fontana di Rosello è il prezioso scrigno dell’acqua di Sassari

di Alessandro Ponzeletti
MEMENTO La fontana di Rosello è il prezioso scrigno dell’acqua di Sassari

È evidente la somiglianza tra il monumento simbolo della città e un “cabinet” barocco, ossia un cofano in pietre dure e fusioni di metallo
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31 maggio 2014
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I Sassaresi attenti alla storia locale sanno che è uno dei simboli per eccellenza della città: non tutti l’hanno visitata scendendo la rampa acciottolata per apprezzarne da vicino le proporzioni (di tutto rispetto), tanti altri concittadini infatti si sono limitati a conoscerla da sguardi sfuggenti dati dall’alto del parapetto del ponte che da lei prende il nome, altri ancora l’hanno presente appena dall’averla vista in fotografia o su internet.

Fatto sta che il Rosello rappresenta da secoli Sassari, soprattutto da quando, nel 1606, su commissione della Municipalità, alla fontana esistente sin dal Medioevo misero mano un gruppo di marmisti di Genova, di cui la Storia non ci ha tramandato i nomi, che le diedero l’aspetto che conosciamo, una forma che oggettivamente dall’Ottocento a oggi ha sempre dato un po’ di difficoltà a chi si è cimentato nella descrizione. La fontana di Rosello, per l’appunto, che forma ha? Questa è la domanda che sassaresi e non si sono posti: la risposta di solito è stata quella che è un pezzo “unico”, frutto della fantasia degli artigiani del marmo genovesi, non essendosi trovati raffronti con strutture simili a Genova o in altre parti in Italia. Questo perché si è cercato nell’ambito dell'Architettura: osservate la foto e vi invito a fare un raffronto tra la fontana di Rosello (di cui nel quadro della Vergine Purissima nella chiesa di Santa Caterina – ex Gesù e Maria esiste una veduta priva della crociera superiore) e un “cabinet” barocco, ossia uno scrigno o cofano in legno, pietre dure e fusioni in metallo realizzato nel primo Seicento (nella foto a destra vedete per precisione il celebre Cabinet di Pomerania, costruito in 7 anni da 20 artigiani ad Augusta e terminato nel 1617, distrutto nel 1945). Mi sembra che per forma e rapporto di volumi si possa dire che il nostro Rosello fu concepito, in quel lontano 1606, quale “cabinet” per il tesoro più prezioso che Sassari dalle verdi campagne ebbe per secoli: fu infatti lo scrigno dell'acqua.

Segnala un luogo e manda una foto memento@lanuovasardegna.it

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